E' davvero raro vedere un Arechi così freddo e silenzioso dopo una vittoria della Salernitana. Solitamente i gol dei granata sono accompagnati da un boato liberatorio e gli ultimi minuti si vivono in un clima di trasporto emotivo unico e coinvolgente, con tutti i settori in piedi a cantare in attesa del triplice fischio. Ieri non è accaduto nulla di tutto questo, anzi il successo del cavalluccio marino è passato quasi inosservato. Cosa sta succedendo a tutto l'ambiente? Perchè si fatica a vivere la stagione con maggiore serenità dando per scontate le vittorie e drammatizzando in caso di sconfitta? Sicuramente questa Salernitana è partita male rispetto alle attese, di certo c'è che la gente vuole vedere risultati e prestazioni dopo la salvezza stentata dell'anno scorso, Sannino sta commettendo degli errori e in organico mancano ancora 2-3 pedine di spessore per il salto di qualità, ma il disfattismo generale non aiuterà la squadra a risalire la china in un momento fondamentale dell'annata.
La gente deve capire che, tra 180 minuti, la Salernitana inizierà un bimestre terribile, contraddistinto da una serie di scontri consecutivi contro le prime della classe che diranno molto sul reale valore della rosa. Arrivare al bimestre dicembre-gennaio in zona retrocessione significherebbe rischiare di buttare al vento il lavoro svolto in estate e proprio per questo la tifoseria tutta deve mettere da parte malumori e contestazioni in nome del bene comune. In tanti dicono che ieri solo la superiorità numerica abbia favorito la Salernitana evitando la sconfitta, noi ricordiamo invece che l'1-0 era regolare e che non è certo scontato che una squadra recuperi un doppio svantaggio capovolgendo totalmente il risultato. Sul piano del carattere e dell'impegno, nulla si può dire a questi ragazzi: con il Verona la Salernitana ha dominato per 45 minuti pareggiando con merito, con il Vicenza si passò da 0-2 a 2-2, a Cesena in 11 hanno combattuto e lottato senza tirare indietro la gamba, contro Benevento, Brescia, Spal, Ascoli ed Entella la prestazione è stata importante, a Cittadella, in 10 contro 11 e sotto di due reti, i granata hanno costruito 5 nitide occasioni da rete facendo tremare la seconda della classe in casa sua.
A ciò aggiungiamo che Rosina è l'unico numero 10 in Italia che corre per 95 minuti recuperando una marea di palloni e che Coda ha saputo caricarsi la squadra sulle spalle nel momento cruciale dell'annata trascinandola da vero leader: si attendevano risposte importanti, i due calciatori hanno saputo fare la differenza meritandosi gli applausi non per i gol realizzati, ma per un atteggiamento propositivo. Salerno, però, è una città strana. Si vincono tre campionati? Atto dovuto. L'allenatore è primo in classifica? Va esonerato. Si vince 4-2 in rimonta trovandosi a -5 dai play out? Si pensa a massacrare Sannino, a parlare di "caso Zito", a rimarcare che la difesa ha subito due gol, ecc ecc. Sia chiaro: una rondine non fa Primavera e perdere a Latina vanificherebbe il successo di ieri, ma intorno a questa squadra c'è un clima di pessimismo totalmente ingiustificato. Certo, l'allenatore non ha ancora dato un gioco alla squadra, si subiscono troppi gol, la gestione umana di alcuni atleti non convince in pieno e a centrocampo manca un regista che detti i tempi della manovra, ma una rosa che dispone di gente come Bernardini, Tuia, Laverone, Vitale, Busellato, Della Rocca, Zito, Improta, Coda, Donnarumma e Rosina meriterebbe un po' di credito e serenità in più. Almeno quando si vince, proviamo a goderci la settimana senza critiche eccessive: il tempo dei giudizi non è ancora arrivato!
Gaetano Ferraiuolo
