Agostinelli: "Quella promozione in B la sento anche mia"

L'ex tecnico granata:" La coppia Coda- Donnarumma farebbe comodo a qualche provinciale di Serie A"

Salerno.  

Andrea Agostinelli è doppio ex di Latina e Salernitana: il trainer originario di Ancona ha allenato i pontini nel 1994-95 in D, mentre è stato tecnico dei campani nel torneo di C1 2007-08, esonerato il 3 febbraio 2008 nonostante il +4 sulla seconda in classifica. Abbiamo intervistato l’attuale tecnico dello Skenderbeu (serie A albanese) in vista della gara che si terrà allo stadio Francioni sabato pomeriggio.

Cosa ricorda dell’esperienza da mister dei nerazzurri?

“E’ stata una esperienza positiva perché mi permise per la prima volta di conoscere il mestiere dei grandi. E’ stato il mio trampolino di lancio. Fu un campionato abbastanza difficile e movimentato, contraddistinto dalla regola dei fuoriquota. Dovevo pagare lo scotto del primo anno per poi fare una grande impresa nel 1996-97, alla guida dell’Astrea. Credo di essere uno dei pochi tecnici ad avere fatto il “triplete” in serie D, vincendo campionato, coppa Italia (alla quale partecipavano 164 squadre) e supercoppa”.

Come nacque la trattativa che la portò a diventare il tecnico della Salernitana nel campionato 2007-08?

“Fu Angelo Fabiani a volermi incontrare. Mi chiese se avessi avuto intenzione di allenare la Salernitana ed accettai in un battibaleno. Nonostante avessi allenato in B negli anni precedenti, accettai la proposta di allenare in terza serie in virtù della voglia da parte della società di allestire una squadra attrezzata per il salto di categoria. Facemmo un mercato importante, acquisendo calciatori importanti e di categoria superiore. Ricordo che richiesi espressamente un solo calciatore: Mauro Milanese”.

Come mai venne esonerato a campionato in corso, nonostante i quattro punti di vantaggio sulla seconda in classifica?

“Eravamo reduci da due sconfitte e due pareggi. Il vantaggio sulla seconda si era assottigliato. Perdemmo in maniera fragorosa a Taranto in una gara sfortunata, la società ebbe il timore di subire una rimonta e fui esonerato. Sarei ipocrita se non dicessi: ‘quella promozione la sento anche mia’.

Quali gare della sua gestione ricorda con particolare emozione ed a quali calciatori è rimasto ancora legato?

“Mi ricordo la gara contro l’Ancona: fu una gara splendida e decisa da un gol fantastico di Arturo Di Napoli, che ci permise di sorpassare i marchigiani in classifica. Un altro match al quale sono rimasto legato è quello che vincemmo contro l’Arezzo di Ranocchia per 4-2: vincevamo 4-0, poi mollammo. Sono molto legato a Mauro Milanese, che successivamente mi volle ad allenare a Varese quando lui si insediò come ds. Ciarcià era un altro calciatore molto caro al sottoscritto, mentre naturalmente è inutile dire quanto Arturo Di Napoli fosse un calciatore di categoria superiore in quella squadra”.

Le piacerebbe tornare ad allenare la Salernitana?

“Certamente”.

In che rapporti era con Lombardi, Murolo e Fabiani?

“Avevo un buon rapporto con società e dirigenza: peccato che la carenza di risultati in un particolare momento del campionato abbia comportato il mio allontanamento”.

Latina e Salernitana si affronteranno sabato avendo gli stessi punti in graduatoria: la classifica è bugiarda o rispecchia a pieno i valori delle due squadre?

“Rispecchia il valore espresso finora dalle due squadre per me, anche se la Salernitana meriterebbe qualcosa in più per il potenziale a propria disposizione. Sannino è un ottimo allenatore e la coppia gol Coda-Donnarumma farebbe comodo a qualche provinciale della massima serie”.

Che gara si aspetta al Francioni?

“Campo difficile e gara delicata: chi vince questa partita potrebbe avere un futuro roseo. Una vittoria potrebbe proiettare in avanti una delle due squadre, così come una sconfitta potrebbe essere far ripiombare una delle due compagini nei bassifondi della classifica. La serie B è un campionato molto livellato: credo ne sia la testimonianza la presenza di così tante squadre nella parte destra della classifica”.

In conclusione, ci parli della sua esperienza attuale da allenatore in Albania

“Lo scorso anno ho allenato il Partizani Tirana, raccogliendo un ottimo secondo posto alle spalle dello Skenderbeu, la squadra che alleno quest’anno. Non è facile essere chiamato al timone di una società che vince da sei anni di fila: ho l’obbligo di far vincere nuovamente questa compagine. Non sarà facile, negli ultimi due anni ha vinto lo scudetto all’ultima giornata. Avremmo dovuto partecipare alla Champions League, ma il club è stato squalificato dalla UEFA (a causa del 'coinvolgimento in attività mirate a combinare illecitamente il risultato di partite', stando alla sentenza del TAS di Losanna, ndr). Ironia della sorta ha voluto che il club da me allenato lo scorso anno ci abbia sostituito nel tabellone dei preliminari: se fossi rimasto lì, avrei potuto esordire in Champions League…”

Corrado Barbarisi