Guai a pensare di aver già vinto! Disertare? Non serve

In tanti resteranno a casa: avrebbero fatto lo stesso se i granata avessero affrontato il Verona?

Salerno.  

Dopo la sconfitta di Avellino, ne abbiamo lette davvero di cotte e di crude sui social: chi chiede l'esonero di Bollini, chi punta il dito sulla dirigenza, chi invoca acquisti in serie, chi se la prende col portiere, chi rimpiange Sannino (come ampiamente prevedibile, conoscendo l'atteggiamento umorale di una parte della piazza), chi si dice pronto a restare a casa "perchè non voglio dare soldi a Lotito". Già, la diserzione. E' stato questo uno degli argomenti più gettonati sul web, al punto che capi ultras e gruppi di tifoseria organizzata sono stati "costretti" a chiarire la posizione ufficiale della curva Sud ribadendo un concetto fondamentale: si va allo stadio per il bene della Salernitana, per la maglia e non per chi la indossa. Un tempo tutte queste discussioni non avevano ragione d'esistere: il "Vestuti" (altri tempi, altro calcio, altra mentalità) era ribollente di tifo e di passione a prescindere da presidenti, classifiche e movimenti di mercato, uno stile di vita che ancora oggi contraddistingue i tifosi con i capelli bianchi e quello zoccolo duro che, mai come ora, vuole lanciare un segnale a Lotito e Mezzaroma con la presenza e non restando a casa a scaldare la poltrona.

Sia chiaro: ognuno è libero di agire come meglio crede e ogni presa di posizione è rispettabile, ma non c'è contestazione più intelligente di gremire le scalee dell'Arechi, spingere la squadra alla vittoria e poi, eventualmente, esprimere malcontento e contestazione con civiltà e senza scadere in atteggiamenti sbagliati e controproducenti. Il bene della Salernitana, insomma, deve venire prima di tutto e portare a casa questi tre punti a cospetto di un avversario rimaneggiato, ma rispettabilissimo sarebbe il preludio ideale a un 2017 che si preannuncia incandescente e quanto mai interessante. A proposito dell'avversario, c'è da dire che il Perugia verrà a Salerno senza sette titolari e con una squadra imbottita di giovani e seconde linee. Un handicap enorme per mister Bucchi, ma anche per la stessa Salernitana, chiamata a non abbassare la guardia e a giocare la partita riscattando il bruttissimo primo tempo del Partenio.

Quando sei ad un punto dal penultimo posto, incassi gol a ripetizione e soffri in quel modo sulle palle inattive non puoi certo permetterti il lusso di sottovalutare un Perugia in difficoltà da tempo, ma che venderà cara la pelle provando a chiudere ogni spazio e a ripartire per sfruttare eventuali errori della difesa granata. Stavolta, però, non si può proprio sbagliare e toccherà ai calciatori dimostrare di meritare la maglia granata. Sia la partita del riscatto di Terracciano, portiere che non ha mai convinto in pieno, ma che difenderà i pali della porta almeno fino a giugno. Sia la gara della rinascita per i difensori, troppo brutti per essere veri durante tutto il girone d'andata. Sia il momento in cui Bollini capisca finalmente che moduli, schemi e atteggiamenti tattici vengono in secondo piano rispetto alle caratteristiche dei giocatori a disposizione. Giochino i più bravi, giochi chi ha più qualità e voglia di vincere anche a costo di cambiare sistema di gioco. Un errore di Bollini- ma anche di Sannino- è stato quello di non ripartire dalla coppia gol dell'anno scorso, un tandem che, con un fuoriclasse come Rosina a supporto, poteva fare ancora meglio. 

Se Coda, però, ha dimostrato di meritare il rinnovo a suon di gol e prestazioni altisonanti, Donnarumma ha deluso le aspettative ogni qual volta è sceso in campo, accompagnato anche da un pizzico di sfortuna. Tutti i calciatori devono anteporre il bene della Salernitana all'interesse personale: viceversa giusto che Lotito, Mezzaroma e Fabiani facciano le opportune considerazioni. Chiosa sul mercato. Ci avete chiesto più volte di esprimere un parere su cosa serva davvero a questa Salernitana. A costo di sembrare testardi o "eccessivamente di parte", ribadiamo che, sulla carta, ben poche squadre possono permettersi in rosa gente come Laverone, Perico, Bernardini, Vitale, Busellato, Odjer, Ronaldo, Zito, Rosina, Improta, Coda e Donnarumma. E' un organico che va ritoccato in qualche reparto (serve un centrale difensivo, un'alternativa a Vitale, almeno un centrocampista e un esterno offensivo adatto al 4-3-3, forse anche un portiere che si giochi il posto con Terracciano), ma stravolgerlo e farsi condizionare dai risultati del momento sarebbe un errore.

Di questo, però, parleremo diffusamente dalle ore 17 di domani: da qui alle prossime 24 ore l'unico pensiero è rivolto alla vittoria della Salernitana sul Perugia. Facilitata senz'altro dall'urlo di quegli innamorati a prescindere che non hanno alcuna intenzione di mollare e che avranno il diritto di salire sul carro dei vincitori a fine stagione. Gli altri? Una domanda provocatoria: sarebbero rimasti a casa anche se i granata avessero affrontato Verona o Avellino?

Gaetano Ferraiuolo