Mounard: "Salernitana buon organico, ma ci vuole continuità"

Intervista esclusiva al neo calciatore della Battipagliese

Salerno.  

David Mounard è un nuovo calciatore della Battipagliese. Il fantasista francese si è, dunque, accasato col sodalizio bianconero ed ha rilasciato alcune dichiarazioni telefoniche alla nostra redazione sia sulla nuova avventura professionale che si appresta a vivere nel campionato di Eccellenza campana sia sulla Salernitana, club nel quale ha militato e del quale è rimasto grande tifoso.

Come è nata la trattativa che ti ha portato a Battipaglia e che impressione ti ha fatto mister Tudisco?

“Già in estate vi era stato un contatto con la società. Poi il presidente si rivelò una persona corretta perché, quando gli dissi che avevo già preso accordi col Picciola, mi riferì che avrebbe atteso eventuali problematiche con la mia società di appartenenza prima di imbastire una nuova trattativa. Ebbene, il destino ha voluto che, dopo il gol segnato all’esordio con la Picciola proprio contro la Battipagliese, ora sia stato ingaggiato dal club bianconero in virtù del repentino cambio di orizzonti vissuto dal sodalizio nel quale ho militato in questi ultimi mesi. Il club non era, infatti, più disposto a tenermi in rosa, volendo puntare su un gruppo più giovane ed ha fatto sì che io prendessi nuove strade. Ho fatto conoscenza del mister: è stato una bandiera della Salernitana ed un bravo centrocampista. Mi è parso un allenatore preparato e con le idee chiare. Di lui si parla un gran bene, in quanto è solito far giocare bene le squadre che allena”.

Quali sono gli obiettivi che vi siete prefissati?

“Metterò al servizio della squadra la mia esperienza. Il nostro auspicio è proseguire a fare risultati positivi, centrando magari l’accesso ai playoff. Personalmente ritengo che il mister, alla luce del sovente utilizzo del 4-3-3 da parte sua, vorrà sfruttare le mie doti impiegandomi esterno d’attacco, così come mi è quasi sempre capitato in carriera”.

Che voto dai alla Salernitana da 1 a 10?

“Un 6 stentato. La squadra ci ha inguaiato la Vigilia di Natale e ci ha fatto vivere una conclusione d’anno positiva. La serie B è un campionato strano, si gioca molto spesso e basta poco per salire o scendere posizioni in graduatoria. I granata hanno un buon organico, ma è necessario avere un atteggiamento propositivo in ogni gara, riuscendo ad avere una certa continuità di rendimento. Personalmente ritengo che si stiano incominciando ad intravedere dei miglioramenti in seguito al cambio della guida tecnica. L’auspicio è che la cura Bollini possa garantire un’inversione di tendenza più marcata”.

Cosa ne pensi del portiere, nel mirino della critica?

“Vi dico che giocare a Salerno non è facile, a maggior ragione per l’estremo difensore. Un errore del portiere è ancora più visibile rispetto a quello commesso da un calciatore di movimento in quanto comporta un gol subìto. Non voglio soffermarmi in giudizi tecnici: mi limito a dire che alcuni portieri sono soliti avere maggiore propensione a saper giocare fuori dai pali, mentre altri evidenziando grandi doti sulla linea di porta”.

Dove ritieni possa arrivare la Salernitana?

“Per esperienza personale ti dico che i playoff non sono un’utopia. Il pubblico dell’Arechi può davvero rappresentare il dodicesimo uomo in campo. Qualora la squadra dovesse lottare per il raggiungimento di obiettivi importanti, per qualunque squadra diventerebbe impresa ardua riuscire a fare punti all’Arechi”.

In conclusione, quanto ritieni che sia calato il livello del torneo di B rispetto al passato?

“Parecchio. Per farti capire la caratura dei miei colleghi che hanno calcato negli anni scorsi i campi della serie cadetta, ti parlo di due squadre. Il Rimini aveva un tridente pazzesco con Ricchiuti, Muslimovic e Floccari, mentre il Cesena aveva in rosa gente come Parolo, Candreva e Giaccherini, perni della nazionale italiana e militanti in serie A da parecchi anni”.

Corrado Barbarisi