Lo abbiamo detto più volte, lo ribadiamo con convinzione anche in queste prime ore di mercato: è giusta la scelta della società di ripartire dalla rosa che ha disputato il girone d'andata, un organico che, al netto di qualche limite e delle disattenzioni individuali, potrebbe stazionare tranquillamente nella zona sinistra della classifica a ridosso delle grandi. Nessuna voglia di difendere a prescindere l'operato della società, quanto l'obbligo di riportare tutti sulla terra e di ricordare che questa Salernitana, pur da rinforzare in tutti i reparti, ha una base decisamente importante per la categoria, come testimoniato dalle decine e decine di richieste che ogni giorno arrivano sul tavolo della società.
Quanto accaduto esattamente un anno fa, durante il mercato invernale 2016, dovrebbe del resto essere da insegnamento. Rinfreschiamo la memoria a beneficio dei più distratti che, sul web, invocano immediati acquisti a raffica. All'epoca Lotito decise di scendere in campo in prima persona "per rimediare agli errori estivi", in realtà la cura si rivelò peggiore del male. Quando la società annunciò in rapida successione gli ingaggi di Prce, Tounkara, Bagadur, Bus, Gatto, Ceccarelli, Ronaldo e Oikonomidis qualcuno sognava addirittura la clamorosa rimonta. I fatti, però, dissero che la Salernitana rimpianse gente di qualità assoluta come Sciaudone e Gabionetta e che si salvò grazie a chi (vedi Donnarumma, Nalini, Moro, Colombo, Coda) era già in rosa ed era stato riconfermato senza esitazioni a prescindere dal rendimento avuto fino a quel momento.
Ben venga, dunque, la scelta della dirigenza di riconfermare gli attuali calciatori valutandone non la media voto (condizionata anche da quelli che Lotito chiama "fattori imponderabili", vedi infortuni e arbitraggi), ma le effettive qualità umane e tecniche. Del resto a gennaio di un anno fa tutti avrebbero messo la firma per la cessione di Coda e invocavano l'acquisto di un "vero bomber di categoria"; la storia insegnò che i tanto decantati Cocco, Ardemagni e Maniero, messi insieme, non segnarono la metà dei gol siglati da Coda nelle 21 gare del girone di ritorno! La strategia del momento è chiara: sfoltire anzitutto la rosa e investire quanto risparmiato in calciatori che possano davvero tornare utili alla causa, senza farsi prendere per la gola dai procuratori.
Collocare altrove Schiavi, Laverone e Franco consentirà alla Salernitana di liberare tre posti nella lista degli over e di sostituire tre elementi tutto sommato non titolari con calciatori di spessore per la categoria. Non siamo tra quelli che "sparano" nomi a raffica spacciando per trattative quelle che, al massimo, sono state chiacchierate interlocutorie tra addetti ai lavori; di certo, però, c'è che la Salernitana, sotto traccia, sta lavorando alacremente per mettere a disposizione di Bollini quei calciatori funzionali alla crescita del progetto e che vengono a Salerno non per rilanciarsi, ma per mettersi totalmente a disposizione dell'allenatore e della proprietà. Il tempo dei giudizi non è ancora arrivato e i tifosi farebbero bene ad aspettare almeno un'altra decina di giorni prima di criticare o contestare l'operato societario, ricordando che atleti apparentemente inarrivabili oggi potrebbero rivedere le proprie posizioni a metà mese accettando la proposta del sodalizio granata.
Fiducia, dunque, ad una società che, con i suoi modi e i suoi tempi, nei fatti ha sempre portato a termine il campionato raggiungendo l'obiettivo prefissato; certo, acquistare il cartellino e non solo gli svincolati potrebbe permettere di arricchire la rosa con talenti di prospettiva utili anche nell'immediato futuro, ma le strategie sono chiare e il modus operandi di Lotito è ormai noto alla tifoseria granata. Fiducia anche al direttore sportivo Fabiani che, ovviamente, ha l'esperienza e la bravura necessaria per apportare i giusti correttivi senza stravolgere la rosa. A chi, infine, dice che la proprietà pensa soltanto a risparmiare, ricordiamo che, ancora oggi, Lotito, Mezzaroma e Fabiani rifiutano proposte da 1,5 milioni di euro per Coda e da 7-800mila euro per Donnarumma: nel valutare le operazioni di mercato, dunque, si tenga conto anche della scelta di rinunciare a tanti soldi pur di mantenere in organico i pezzi pregiati.
Ogni mercato, si sa, ha il suo tormentone e il suo partito di scontenti: prima si temeva di essere succursale della Lazio (e il "cordone ombelicale" è stato tagliato da tempo), poi si contestava la scelta di puntare su gente esperta dimenticando che Salerno non ha mai dato tempo ai giovani di emergere, oggi si vuole "tutto e subito" pensando che spendere tanto garantisce un successo sicuro. Si faccia lavorare chi ha esperienza e competenza per farlo, a fine stagione i tifosi tireranno giustamente le somme.
Gaetano Ferraiuolo
