Il mercato ha appena aperto i battenti e ci sentiamo di sposare la linea adottata dalla dirigenza: prendere tanto per prendere non ha senso e questa Salernitana va rinforzata soltanto se ci sarà la possibilità di acquistare calciatori realmente forti e che possano innalzare il tasso tecnico della rosa a disposizione dell'allenatore. Il ds Fabiani, ieri sera, ha ribadito il concetto: "Ci stiamo guardando intorno e la società non si tirerà indietro in caso di necessità, ma al momento non abbiamo trovato profili interessanti e quindi non ci sono trattative". Ovviamente è necessario che la proprietà batta un colpo e dimostri con i fatti di avere la volontà di correggere gli errori estivi senza ridursi alle ultimissime ore di mercato, quando i giocatori bravi probabilmente hanno già tutti trovato adeguata collocazione.
Stando a quanto filtra in questi minuti, mister Bollini ha stilato una prima lista della spesa chiedendo al patron di portare a Salerno alcuni ex prodotti del settore giovanile biancoceleste, una scelta quanto mai rischiosa e che potrebbe risultare controproducente. Due i nomi che avrebbe fatto Bollini: il terzino destro Gianluca Pollace e il centrocampista Minala. Il primo ha già precedentemente fallito a Salerno e non ha trovato molto spazio neanche a Gubbio in Prima Divisione, il secondo era una considerato una riserva a Bari ed è stato "scaricato" senza troppi rimpianti dal Latina l'anno scorso prima di vivere un 2016 assolutamente anonimo. Se si deve puntare su questo tipo di giocatori, tanto vale che la Salernitana resti così. Un anno fa, di questi tempi, Lotito si dichiarava pronto a scendere in campo in prima persona e portò a Salerno Prce, Oikonomidis, Tounkara e Ronaldo, gente che non ha dato nessun contributo alla causa e che, in linea con i predecessori laziali, ha tenuto una media voto bassa.
La storia, del resto, parla chiaro: i vari Sbraga, Emmanuel, Denè, Zampa, Iannarilli, Berardi, Ricci, Luciani, Adeleke, Capua, Strakosha e Pollace hanno fatto malissimo o, comunque, non sono mai riusciti a risultare determinanti soprattutto dalla Prima Divisione in su. I migliori prodotti del vivaio laziale (da Cataldi a Lombardi, passando per Murgia, Keita, Patric e Germoni) a Salerno non sono mai arrivati per logiche di mercato facilmente comprensibili, ma che hanno indirettamente penalizzato la Salernitana. Uno dei meriti dell'attuale dirigenza è quello di aver tagliato il cordone ombelicale con la Lazio interrompendo- o comunque limitando- i rapporti con un club che ha dato ad altri i talenti più bravi. Si dice che Salerno non sia succursale della Lazio e ne siamo assolutamente convinti, ma gira e rigira determinati nomi vengono sempre accostati alla casacca granata. Del resto la panchina è stata affidata ad un tecnico sponda biancoceleste che, per quanto bravo, non ha mai avuto esperienze in categoria. "Non dobbiamo commettere gli errori dello scorso anno" disse Lotito dopo la vittoria-salvezza contro il Lanciano: ripartire da Minala e Pollace- pur senza voler giudicare nessuno prima del tempo- è un rischio che questa Salernitana non può affatto permettersi.
Sia chiaro: per nessun giocatore area Lazio ci sono trattative concrete e, ad oggi, parlare di accordi raggiunti non corrisponde al vero. Un dato, però, fa riflettere e desta qualche preoccupazione. A Bari hanno ufficializzato Morleo e si apprestano a presentare Parigini, Floccari e forse Lodi, il Benevento ha preso Eramo, il Vicenza ha chiuso per Ebagua, il Trapani ha acquistato un signor portiere come Brignoli, il Pisa è pronto a rinforzarsi in modo concreto, diversi elementi accostati alla Salernitana stanno firmando per società di categoria inferiore: Lotito e Mezzaroma, se ci siete battete un colpo...
Gaetano Ferraiuolo
