Era il lontano 5 luglio 2016 quando la Salernitana annunciava un tris di acquisti che per ruolo, tempistiche e blasone entusiasmarono la piazza campana. Un girone dopo, dei tre giocatori, solo Vitale resiste all’ombra dell’Arechi, perché, dopo Laverone, anche Caccavallo ha lasciato la casacca granata, destinazione Venezia. Arrivato a Salerno col peso di un campionato vissuto da assoluto protagonista con la maglia della Paganese, che in 26 presenze ha fruttato 15 gol e 6 assist, l’ala originaria di Napoli si è messa subito in mostra nel ritiro di Sarnano, con gol e prestazioni convincenti nelle amichevoli, ma soprattutto sorprendendo lo staff tecnico che, al tempo, ammise d non conoscerlo così bene, reputandolo, contro ogni più rosea aspettativa, già pronto per la categoria.
Se l’assenza dal terreno di gioco nelle prime uscite poteva sembrare normale, frutto dell’adattamento ad un campionato diverso, soprattutto per intensità. Nel prosieguo del girone d’andata, col graduale passaggio al 3-5-2, inizia a diventare un rebus la collocazione di Caccavallo: preso per essere determinante sulla fascia nell’uno contro uno, sfruttando la sua velocità; poi difficilmente adattabile sia come sterno nel centrocampo a cinque, sia come seconda punta, escluso un suo impiego da attaccante centrale. L’avvento di Bollini sulla panchina della Salernitana ed il ritorno al 4-3-3 potevano rappresentare la svolta nella gestione dell’esterno, invece Caccavallo è apparso indietro anche nelle gerarchie dell’ex allenatore della primavera della Lazio, perdendo il feeling col rettangolo verde. Diventa così inevitabile prendere in considerazione il cambio di casacca, eventualità sempre respinta nella sessione estiva di mercato.
Con la maglia della Salernitana Caccavallo è stato il giocatore, insieme a Zito, con più ingressi a partita in corso, ben nove. Non ha avuto la gioia di segnare, ma ha confezionato l’assist al bacio a Coda per il gol dell’uno a uno con l’Entella (una pennellata col sinistro che chiedeva solo di essere spinta alle spalle del portiere), ma si è fatto apprezzare soprattutto per l’intensità e la voglia dimostrata in ogni minuto di gioco, oltre ad una traversa ad Ascoli sta ancora tremando. Dopo i tentativi con Lecce e Crotone, il campionato cadetto socchiude ancora una volta le porte al classe ’87, lasciandogli un piccolo spiraglio che sia coi lagunari o coi granata, perché, a dispetto della carta d’identità, a Salerno ha dimostrato che la voglia è quella di un ragazzino.
Redazione Sport
