In campo è stato il Gattuso di sempre: grintoso, concentrato, pronto ad entrare in tackle quando l'avversario lo puntava nell'uno contro uno, il solito leone indomabile che gioca sempre per vincere a prescindere dalla posta in palio. Fuori dal rettangolo verde, tra una foto e l'altra, l'attuale tecnico del Pisa ha provato anche a curare gli interessi della sua società approfondendo con Fabiani il discorso legato al possibile passaggio di Donnarumma all'ombra delle Torre. La chiacchierata informale con il ds granata e con il presidente Marco Mezzaroma, tuttavia, non ha avuto l'esito sperato e lo stesso Gattuso, in sala stampa, ha confermato che "l'attaccante è forte, mi piace moltissimo, giocherebbe titolare in tutte le squadre di serie B, ma costa troppo per noi e vireremo su altri obiettivi". "Donnarumma resta a Salerno, non mi risulta che vada a giocare altrove" hanno ribadito i presidenti e la dirigenza in serata, blindando un calciatore che sarà inevitabilmente favorito anche dal nuovo modulo tattico adottato da mister Bollini.
Tra i più acclamati in assoluto, Gattuso si è soffermato anche sulla manifestazione e sulla splendida accoglienza da parte del pubblico granata: "Era obbligatorio da parte mia essere qui, ho fatto il possibile per arrivare in tempo: queste popolazioni stanno soffrendo e il mondo del calcio deve lanciare un segnale chiaro, facendo capire alla gente che noi siamo sensibili alla problematica. Salerno? Rientrare in quello stadio mi ha emozionato, del resto fui accolto trionfalmente già qualche mese fa quando ci fu la sfida tra Salernitana e Pisa. Ho indossato per pochi mesi la maglia granata e siamo retrocessi, ma è stato un trampolino di lancio fondamentale per la mia carriera: l'Arechi, come dico sempre, è uno stadio che quando spinge ti fa giocare davvero in dodici".
Gaetano Ferraiuolo
