Quando lo speaker ha letto i loro nomi, il boato è stato assordante anche se lo stadio era praticamente vuoto. Del resto alzi la mano chi ha dimenticato le scorribande sulla fascia di "cavallo pazzo" e i lanci millimetrici di quel biondo centrocampista che, per qualità umane e tecniche, avrebbe potuto ambire ad una carriera ancora più prestigiosa. "C'è solo un capitano" hanno intonato ieri gli ultras della Sud, riconoscimento doveroso ad un atleta esemplare già osannato quando, ad ottobre, è tornato all'Arechi in veste d'avversario rubando letteralmente la scena. Stiamo parlando, naturalmente, di Claudio Grimaudo e Roberto Breda, quelli che in gergo possono essere definiti "prima grandi uomini e poi grandi calciatori". Insieme hanno vinto un campionato, insieme hanno sfiorato la promozione in serie A un anno dopo lasciando in lacrime l' "Atleti Azzurri" di Bergamo, insieme si sono ritrovati e si sono stretti in un abbraccio fraterno ricordando la loro meravigliosa esperienza con la maglia della Salernitana.
"Era una squadra composta da uomini" ha detto Grimaudo ai nostri microfoni "sembra ieri che partivamo per Bergamo con la speranza di regalare un grande sogno a tutta la città. Sono cambiati i tempi: prima era un altro calcio, scendevamo in campo con altri valori, eravamo una sola cosa con la gente e non esistevano ritiri e porte chiuse. Non potevamo tradire la fiducia di quel pubblico, la maglietta era sempre sudata e venivamo applauditi a prescindere dal risultato. Ancora oggi ci ritroviamo con affetto, ci lega un'amicizia sincera nata per il comune amore per la Salernitana e per la curva Siberiano: l'Arechi sarà sempre una seconda casa". "Questo stadio è casa nostra" aggiunge Breda "quando ho affrontato i granata da avversario ho ricevuto un'accoglienza magnifica, ringrazio il pubblico salernitano per la stima che mi ha sempre dimostrato. Il gol ad Avellino mi permise sicuramente di entrare nei loro cuori, sono quelle partite che possono cambiare la storia di una squadra e di un singolo calciatore. Tornare in futuro da mister? Ora c'è sicuramente una società solidissima: non sono abituato a pensare a cosa sarà, mi godo questo momento insieme ai salernitani e a tanti amici che ritrovo con piacere".
Nel video che segue le interviste integrali
Gaetano Ferraiuolo
