Le dichiarazioni del ds Fabiani durante la trasmissione "Granatissimi" sono l'argomento di discussione principale sui social network. Il direttore sportivo, pur confermando la volontà di rinforzare la squadra e di portare avanti un progetto ambizioso e che non si ponga limiti, ha puntato il dito contro quella fetta di tifoseria che, attraverso i social, contribuisce a creare un clima di malcontento che certamente non aiuta i calciatori ad esprimersi al meglio. Durante il suo sfogo, dettato anche da un paio di telefonate arrivate in diretta da parte di tifosi che contestavano apertamente l'operato societario, Fabiani ha lanciato un messaggio alla città coinvolgendo gli ospiti in studio una serie di riflessioni assolutamente condivisibili: "Ora basta, è tempo che Salerno si affezioni ad una società che ha sempre mantenuto gli impegni e che ha compiuto un miracolo sportivo vincendo tre campionati. Quando mi dicono che devo rinforzare la squadra, automaticamente danno degli incapaci ai giocatori attuali; Bernardini, Donnarumma, Coda, Busellato e Rosina cosa dovrebbero dire davanti a tutte queste polemiche?? Qui non si può dare spazio ad un giovane: Mantovani viene massacrato se sbaglia, ma le altre squadre ce lo richiedono. Inutile che pensano alla serie A: una volta raggiunta la massima categoria, vorrebbero la Champions"
Fabiani prosegue: "Dobbiamo farla finita. Se mando via un giocatore dicono che la Salernitana pensa solo a cedere, se lo confermo si arrabbiano perchè non ne prendiamo altri. Sono chiacchiere che destabilizzano e che non sono fatte con equilibrio. Se prendo una punta, tengo fuori Coda o Donnarumma? Perchè devo distruggere gli equilibri dello spogliatoio? Non è calcio questo, stiamo a parlare di aria fritta e non se ne può più. Vi ricordate che ho dovuto mandare via Marchese, che poi ha giocato 10 anni in serie A? Questo serva da monito a tutti". Il ds ha ribadito che "il mio sfogo non è rivolto alla curva, che è sempre stata la forza della Salernitana. L'iniziativa per Amatrice dimostra quanto i club e gli ultras siano persone speciali, di cuore, che ci sostengono e che vogliono bene alla maglia granata".
Se da un lato è assolutamente legittimo che i tifosi esprimano giudizi anche negativi dopo un anno e mezzo vissuto nella zona destra della classifica pur pagando milioni e milioni di euro di stipendi ai tesserati, dall'altro è comprensibile che società e dirigenza siano stanchi delle critiche social di persone che, magari, non vengono neanche allo stadio e vedono nella Salernitana una sorta di "valvola di sfogo". "E' gente che vuole il male della Salernitana, stiano a casa! E' facile fare i conti con le tasche degli altri, qualcuno di loro meriterebbe di giocare ancora in serie D" la tesi a supporto dei soci del Salerno Club capeggiati dal presidente Orilia e dal factotum Andrea Criscuolo. Nell'epoca dei social, anche la mentalità del tifo granata è cambiata. Fatta eccezione per lo zoccolo duro (che va allo stadio a prescindere da nomi, classifiche, mercato e iniziative), ci sono tantissime persone che sovente, magari celandosi dietro ad un nick, attaccano con toni offensivi chi svolge il suo lavoro commettendo anche degli errori, ma mettendoci sempre la faccia.
Avete notato che, dopo il "massacro-social" a Sannino per frasi probabilmente mai dette, Mezzaroma non ha più rilasciato dichiarazioni "perchè il calcio parlato non mi interessa, sono cose che alla lunga mi fanno perdere entusiasmo".? Salerno- fatta eccezione, lo ribadiamo, per i sempre presenti e per la curva Sud- ormai da tempo sembra eternamente scontenta e pecca di memoria corta. Arriva un giocatore? E' scarso. Lo prendono gli altri? E' forte. Si dice che Rosina sia avanti con gli anni, poi si applaude la Ternana che prende Ledesma o il Brescia che acquista Mauri. C'è Sannino? E' incapace. Arriva Bollini? Era meglio Sannino. Del resto la storia è piena di bocciature premature e di fischi ingenerosi: Di Napoli è stato aggredito, Lotito è stato sputato da qualche facinoroso, Molinaro e Marchese sono stati massacrati e hanno giocato le coppe europee, si chiedeva l'esonero dell'allenatore anche quando la Salernitana era prima in classifica, si diceva che "se prendono il marchio saremo in 20mila ogni domenica", ma all'Arechi ci sono sempre le stesse persone.
Si sogna un progetto stile Crotone, Chievo e Udinese: ma a Salerno ci sono le condizioni? Quanti abbonamenti sarebbero stati sottoscritti se la Salernitana avesse preso Budimir, Claiton, Cordaz, Yao, Ricci, Balasa e Martella, un anno fa perfetti sconosciuti prima del miracolo a Crotone? E' questo un clima di malcontento che inevitabilmente influisce sull'umore dei calciatori che, in quanto uomini prima che atleti, risentono di una negatività che, probabilmente, non c'era neanche ai tempi di Lombardi. Ribadiamo: le critiche costruttive sono legittime e utili, ma massacrare per partito preso è uno sport sempre più in voga e che cozza con la mentalità della curva che sostiene anzitutto la maglia. Un tempo "giocava la Salernitana e tanto bastava", oggi ci sono mille motivi al giorno per dilettarsi nel "tiro al bersaglio" a caccia del capro espiatorio. Se davvero si vuole la serie A, bisogna crescere: del resto non è un caso che tanti atleti falliscano con la Salernitana e si riscoprano fenomeni altrove...
Gaetano Ferraiuolo
