Nelle settimane e negli anni passati, era nostra abitudine provare a caricare l’ambiente attraverso articoli di chiamata a raccolta e editoriali atti a ricordare quante volte l’Arechi aveva determinato l’esito del risultato. Il principe degli stadi, lo sappiamo è uno di quei pochi impianti capaci di fare la differenza, di spostare gli equilibri, di spingere idealmente il pallone nella porta avversaria a suon di cori e frasi di incitamento, un’arma in più fondamentale che ha fatto vincere tanti campionati e conquistare salvezze apparentemente impossibili. Sfatiamo, però, una volta per tutte il “falso mito dei 20mila”: da qualche anno a questa parte, la forza della Salernitana è rappresentata da quei 10-12mila innamorati a prescindere che non hanno bisogno di colpi di mercato o di incentivi per garantire la propria presenza sugli spalti.
Sia chiaro: nessuna polemica o critica nei confronti di una delle tifoserie più innamorate, appassionate e incisive d’Italia. Peccato, però, che le tantissime persone che bazzicano i social a caccia della polemica a tutti i costi siano le prime che questo pomeriggio, probabilmente, guarderanno la partita da casa, in alcuni casi sperando in un risultato negativo pur di dire “io l’avevo detto”. Lo sfogo di Fabiani, lo abbiamo detto ieri, è assolutamente comprensibile e condivisibile: un tempo bastava vedere in campo undici magliette granata per innamorarsi e correre allo stadio, oggi ogni scusa è buona per non venire all’Arechi.
Prima era Aliberti, poi Lombardi, poi la “palla di pezza”, poi ancora le magliette del Barcellona, infine gli avversari poco blasonati e il cattivo tempo, alibi che improvvisamente venivano a cadere quando a Salerno si giocavano le partite di cartello e salire sul carro diventava facile per tutti. E allora, cara Salernitana, aggrappati a loro, allo zoccolo duro, ai sempre presenti, ricordandoti di attaccare sotto la curva nel secondo tempo per avere davvero la sensazione di giocare in dodici. Saranno le stesse persone che, nei momenti di difficoltà, canteranno “Siamo sempre con voi” non per moda, ma per una mentalità che dovrebbe essere da esempio. Per 90 minuti non esistono polemiche, discussioni, mercato e classifiche: c’è da battere lo Spezia, con questa curva nulla è impossibile. E allora…Salernitana devi vincere,vincere,vincere!
Gaetano Ferraiuolo
