Quando il gioco si fa duro, i duri iniziano a giocare. Dopo aver posto le basi per vivere un girone di ritorno da protagonista, la Salernitana scenderà in campo domani contro il Cesena con la speranza di portare a casa tre punti che sarebbero fondamentali per il morale e per la classifica. Pur senza caricare troppo la gara, è doveroso sottolineare che una vittoria cambierebbe completamente la stagione e il destino di una squadra che, con tutti i suoi limiti, è comunque a 3 punti dalla zona dei sogni e che, sul campo, non ha sofferto contro alcun avversario imbattendosi in una serie di episodi sfavorevoli (arbitri, legni, infortuni) che avrebbero messo ko chiunque. Non un gruppo ritrovato, unito, legato alla maglia e desideroso di vivere in simbiosi con la gente una seconda parte di campionato nella quale sarà doveroso non porsi limiti. Questa Salernitana, con un portiere finalmente sicuro tra i pali, una difesa ritrovata, un centrocampo di grandissimo cuore e un attacco di categoria superiore, ha tutte le carte in regola per collocarsi stabilmente nella parte sinistra di una classifica cortissima e che, con un pizzico di continuità in più, le permetterebbe davvero di sognare.
Per farlo c'è bisogno della componente più importante: il pubblico. Registriamo con gioia l'impennata pomeridiana, con mille biglietti staccati in un'ora e la solita, straordinaria partecipazione della provincia, il cuore del tifo salernitano. Solo con l'apporto della tifoseria, la Salernitana può ambire a qualcosa in più di una semplice salvezza e lo stadio deve diventare un fortino inespugnabile per tutti. Proviamo a proiettarci al futuro e immaginiamo la scena: cosa sarebbe l'Arechi contro Bari, Frosinone e Avellino con i granata a ridosso della zona play off? Altro che dodicesimo uomo: in quel caso si giocherebbe davvero in tredici, forse quattordici, e basterebbe la curva per spingere in porta il pallone. Certo, è doveroso volare basso e non alimentare sogni ed illusioni. In fondo, però, se il Trapani crede nella salvezza e la Spal nella promozione diretta, perchè la Salernitana di Gomis, Vitale, Bittante, Bernardini, Busellato, Ronaldo, Zito, Improta, Donnarumma, Coda, Rosina e Odjer deve ritenersi inferiore a Spezia, Perugia, Entella e Cittadella?
Il prossimo mese dirà tanto, forse tutto. Da inizio marzo a metà aprile la Salernitana sarà attesa da 6-7 partite consecutive ampiamente alla portata, arrivarci con 7-8 punti in più in tasca significherebbe alimentare quella che è la speranza di una società che le proprie ambizioni non le ha mai nascoste, neanche quando il vantaggio dall'ultima in classifica era irrisorio. Occhio, però, al Cesena, altra squadra che vale le prime otto posizioni per bacino d'utenza, blasone, pubblico, allenatore e giocatori. Camplone è bravo, Ciano è tra i cinque attaccanti più forti della categoria, Cocco è bomber di comprovata esperienza, gente come Agliardi, Agazzi, Garritano, Konè è extralusso per la B, nel girone di ritorno i romagnoli hanno segnato tantissimo e subito poco frenando la corsa di squadre più accreditate, almeno sulla carta. Per questo batterli significherebbe tanto, più di quanto chi sarà assente possa mai immaginare. E allora forza Salernitana: uniti per una vittoria che cambierebbe la stagione...
Gaetano Ferraiuolo
