L'Arechi fischia Rosina, critiche per il fantasista

La tribuna se la prende con Bollini: "Deve giocare sempre?"

Salerno.  

Che buona parte della tifoseria salernitana sia insoddisfatta del rendimento di Alessandro Rosina è noto da tempo, del resto basta spulciare i social per leggere quanti commenti vengono pubblicati contro un calciatore che, al contrario, è un esempio da seguire per la sua umiltà e per la capacità di correre per quattro soprattutto nei momenti di maggiore difficoltà. Ieri pomeriggio, al momento della sostituzione, quasi tutto il pubblico presente ha scandito il suo ritorno in panchina con una selva di fischi, un atteggiamento probabilmente ingeneroso frutto delle grosse aspettative che si erano create dopo il suo arrivo. Sannino, tuttavia, era stato chiaro e perentorio sin dal giorno dell'ufficialità: "Chi crede che abbiamo preso il giocatore che ci fa vincere la partita da solo è fuori strada. Abbiamo scelto Rosina perchè è un grandissimo professionista, unico numero 10 in Italia che rincorre gli avversari per tutto il campo e che riesce, con la sua generosità, a mandare in porta gli attaccanti". E' un dato di fatto, però, che Rosina non sia riuscito ad esprimere ancora in pieno un potenziale indiscutibile. La domanda, dunque, è legittima: può un calciatore di questo calibro essere, paradossalmente, un problema per la Salernitana? Ovviamente no, a patto che gli allenatori lo mettano in condizione di rendere. Quando Bollini, nelle prime gare di gestione, lo ha schierato esterno alto nel 4-3-3 Rosina ha sfoderato prestazioni importanti: 7 in pagella a Bari (con due legni colpiti e giocate da campione), gol a Frosinone, rete con il Carpi, prova sontuosa ad Avelino prima dell'infortunio e di una metamorfosi tattica che rischia di generare confusione. 

Teoricamente, ripartire da una coppia d'attacco prolifica con un Rosina in più nel motore doveva rappresentare il punto di partenza, una garanzia assoluta. Invece, in entrambe le gestioni tecniche, le alchimie tattiche contano più delle potenzialità dei singoli e con frequenza ritroviamo Coda isolato, Rosina a vagare per tutto il campo e Donnarumma tristemente in panchina. Possibile che tre giocatori del genere non possano coesistere e far male agli avversari, soprattutto ora che il centrocampo ha le caratteristiche giuste per garantire copertura? "3-5-2 e Rosina in panchina" il commento più gettonato di queste ore, addirittura qualcuno invoca la mancata convocazione a Trapani "perchè Bollini deve mettere tutti sullo stesso piano". Camplone, che lo ha allenato fino a pochi mesi fa, invece lo ha elogiato: "Con me giocava esterno d'attacco o trequartista nel 4-3-2-1: è un ragazzino, gioca, si diverte e fa la differenza. Oggi siamo stati bravi ad ingabbiarlo, ma il suo talento è indiscutibile". E' questa la riflessione: 10 mesi fa- non 3 anni fa- faceva la differenza e ricordiamo che all'Arechi, quando venne da avversario con il Bari, in tanti dicevano: "Ad avercelo noi un giocatore così!". Solita "sindrome da Salerno" che colpisce i calciatori forti o colpa di chi non lo fa rendere? Rosina non può e non deve essere un problema in questa categoria

Gaetano Ferraiuolo