Uno degli argomenti principali che sta animando la disucssione in queste settimane è il rendimento di Alessandro Rosina, fischiato da una parte della tifoseria sabato scorso al momento della sostituzione. In tanti temono che l'età rappresenti una componente che sta incidendo in negativo, in realtà pochi mesi fa faceva impazzire le difese avversarie quando indossava la maglia del Bari, trascinato ai play off grazie ad uno strepitoso girone di ritorno. "Lo avessimo noi un calciatore così" era commento assai in voga sugli spalti quando i granata affrontarono- perdendo- i biancorossi all'Arechi. La redazione di Granatissimi.Ottopagine questa mattina ha contattato il giornalista di TuttoBari.com Davide Giangaspero per chiedergli un parere su una tematica assai delicata:
Dall'ovazione del San Nicola ai fischi dell'Arechi: te lo aspettavi un percorso così difficile per Rosina?
"I calciatori di talento hanno un problema: o spaccano le partite oppure diventano insufficenti. E' il calcio. Rosina e' semplicemente protagonista di un cliche' di cui sono piene le narrazioni sportive dalla notte dei tempi. Il suo valore comunque non si discute, in questi casi penso sempre che la scintilla possa scoccare anche dalla panchina. Magari un primo tempo di riflessione e poi la giocata che decide il match nella ripresa. Chissa' che lo scenario risolutivo non possa finire per essere proprio questo".
Sei d'accordo con i tifosi che pensano che l'età incida negativamente sulle prestazioni? Camplone ha detto che Rosina è ancora un ragazzino...
"Abbiamo imparato proprio a Bari che l'eta' conta poco. Specie in un campionato povero tecnicamente come la B. Partito Rosina, e' arrivato in Puglia Brienza, un altro veterano formidabile. Penso che il trucco sia nel gestirsi. La domanda e': Rosina sta trovando a Salerno autonomia di pensiero? Oppure sta maturando un rapporto eccessivamente dispendioso con l'ambiente? Nel secondo caso anche il talento puo' andare a farsi benedire perche' manca la testa".
Rosina è spesso costretto a correre per tutto il campo per aiutare i compagni in fase di non possesso. Lì a Bari tatticamente come veniva impiegato?
"Qui non aveva alcun particolare compito difensivo. Specie nella seconda parte di stagione dove meglio ha fatto. Camplone, di per se' tecnico propositivo, dava libero spazio all'immaginazione dei suoi uomini migliori. Rosina su tutti, e poi Sansone. E' un lusso, certo, in un calcio che ormai vive di movimenti globali, ma il risultato puo' valere il sacrificio".
Dove possono arrivare Bari e Salernitana?
"Ritengo che la Salernitana debba giocarsela per i play-off. La classifica resta corta e l'ambiente e' in grado di trascinare. Con una striscia vincente i granata possono volare. Non c'e' mai un tempo sbagliato per sognare. Il Bari credo invece debba proseguire sulla strada della continuita'. Con Colantuono la squadra ha ormai un'anima. Quando tutti gli assi si saranno sbloccati credo si potra' ipotizzare il massimo obiettivo"
A Bari conoscete bene anche Joao Silva, protagonista in biancorosso di un grande girone di ritorno...
"Professionista delizioso. Molto solitario, ma incisivo in campo, almeno a Bari. Fu volto gentile di una stagione meravigliosamente complicata. Non inizio' bene, fini' quasi da re. Poi lo prese il Palermo e si e' perso per strada. Andrebbe aspettato, e inserito in un contesto gioioso".
Gaetano Ferraiuolo
