Obiettivi ridimensionati, tifosi mortificati: così non va!

Prestazione pessima sotto tutti i punti di vista, per ora è fondamentale guardarsi le spalle

Salerno.  

Partiamo da una doverosa premessa, anche per rispondere ad una serie di commenti che sono arrivati sulla nostra pagina facebook: siamo stati tra quelli che, fino a qualche settimana fa, parlavano senza problemi di possibile obiettivo play off sostenendo (e lo ribadiamo anche oggi) che questa Salernitana, per organico, pubblico e blasone, non era certo inferiore a Perugia, Cittadella, Novara, Entella e Spezia che attualmente si trovano nella zona sinistra della classifica. Del resto quando in organico hai gente come Gomis, Bernardini, Schiavi, Vitale, Odjer, Busellato, Ronaldo, Rosina, Zito, Coda e Donnarumma almeno in teoria dovresti vivere una stagione da protagonista, senza patemi d'animo e con la possibilità di sognare pur tenendo i piedi per terra. Oggi, però, c'era da superare un esame importante e la Salernitana lo ha incredibilmente fallito. Non tanto perchè ha perso contro l'ultima della classe (e il Trapani, tecnicamente, era davvero avversario modesto), quanto per l'atteggiamento avuto per tutto l'arco della partita: zero idee, zero gioco, zero azioni pericolose, errori a ripetizione, allenatore che ha sbagliato formazione e cambi, nuovi innesti che non hanno dato la svolta, le consuete lacune che forse non sono state corrette in sede di mercato. 

Oggi non ha funzionato praticamente nulla e basta spulciare i social o interloquire con i tifosi presenti a Trapani per capire quale sia lo stato d'animo del pubblico. Dal "disertiamo" al "vergognatevi", le parole di contestazione sono innumerevoli e la sensazione è che martedì l'Arechi sarà vuoto come mai lo era stato nell'era Lotito e Mezzaroma. Ora bisogna necessariamente guardarsi alle spalle: il Pisa di Gattuso lotta e cresce, il Brescia ha rifilato 4 reti al Cittadella, l'Avellino vola (conferma del fatto che l'allenatore, in B, conta tanto), la Pro Vercelli ha sbancato il campo di Cesena, il Latina ha dato un calcio alla crisi societaria espugnando Terni, lo stesso Trapani si è rimesso ufficialmente in carreggiata. Spal e Benevento sono alle porte, si affrontano due squadre in odore di promozione diretta: 180 minuti da brividi che, giocando come oggi, potrebbero relegare la Salernitana nei bassifondi della classifica e far da preludio a un altro ribaltone tecnico. 180 minuti per tirare fuori gli attributi e riconquistare una tifosera mai come oggi arrabbiata e delusa. Alla società il compito di garantire maggiore presenza e di mettere in campo qualsivoglia iniziativa utile a salvare una stagione sin qui anonima e priva di emozioni.

Gaetano Ferraiuolo