Partiamo da una premessa: prendersela con una sola persona dopo la sconfitta di ieri sarebbe ingiusto e ingeneroso. Del resto quando da due anni a questa parte ti ritrovi nella zona destra della classifica a lottare per non retrocedere, evidentemente i problemi sono altri e non possono essere circoscritti ad una sola componente. E' chiaro, però, che sul banco degli imputati è finito anche mister Bollini, sin qui "risparmiato" da opinione pubblica e tifoseria contrariamente a quanto accaduto al suo predecessore. Fatta eccezione per la partita di Bari e per la prima mezz'ora di Verona, questa squadra non ha mai brillato sul piano del gioco e parlare di confusione tattica, in questa fase, non è certo fuori luogo. Quali gli errori principali del tecnico bergamasco? Anzitutto quello di anteporre le alchimie tattiche alle caratteristiche dei giocatori. Con il 4-3-3, il suo marchio di fabbrica, abbiamo visto sovente Donnarumma partire dalla panchina o schierato completamente fuori ruolo a favore di un Improta ormai involuto da diverse settimane. Spesso sbagliata anche la formazione di partenza: ad Avellino, senza Coda, si preferì l'acerbo Joao Silva, con il Cesena la difesa è stata rivoluzionata e c'erano tre giocatori su quattro fuori posizione, ieri si è partiti con una retroguardia a cinque a cospetto dell'ultima della classe e i cambi sono risultati tardivi e sbagliati. Non è stato ancora risolto l'equivoco tattico della posizione di Rosina (costretto, come con Sannino, a vagare per il campo a caccia di palloni giocabili), si continuano a subire gol sulle palle inattive, si stenta a tirare in porta e gli attaccanti, pur bravi, segnano con il contagocce.
Diciamoci la verità: se Perugia e Spezia non avessero affrontato la Salernitana con numerose defezioni, probabilmente ad oggi la classifica sarebbe stata ancora più deficitaria. Il mister, persona disponibilissima, cortese, pronta al confronto e meritevole di fiducia, era stato bravo a ricaricare il gruppo, a motivare lo spogliatoio, a tenere tutti sulla corda e a rivitalizzare una squadra che, con Sannino, non riusciva più ad esprimersi. Ad oggi, però, le lacune tecnico-tattiche sono evidenti e la prova di Trapani è il punto più basso di una stagione che rischia di complicarsi terribilmente. Era così difficile ripartire da una coppia d'attacco che l'anno scorso ha fatto faville schierando un fantasista come Rosina alle loro spalle e comprendosi con un centrocampo muscolare e una difesa più bloccata? Gli schemi possono essere davvero più importanti delle caratteristiche dei giocatori bravi?
Anche il mercato non sembra aver rinforzato la rosa: il cambio Laverone-Bittante, sin qui, non ha sortito gli effetti sperati, Sprocati gioca meno di Caccavallo e, se non segna Coda, si continua a fare fatica. "Abbiamo seguito le indicazioni del mister" ha detto Lotito rispondendo alle domande sulla sessione invernale del calciomercato. Lo ribadiamo: nessuna volontà di denigrare l'operato di un tecnico che, comunque, ha anche fatto tante cose buone (contro Bari, Carpi, Avellino e Verona le sconfitte sono immeritate, a Vicenza è stata stravinta la partita a distanza con Bisoli), ma la svolta non c'è stata e questa squadra continua a palesare anche limiti caratteriali. Ora due partite chiave anche per il futuro del mister: servono almeno 4 punti per rimettere in carreggiata una Salernitana, ad ora, brutta almeno quanto quella di Sannino...
Gaetano Ferraiuolo
