Amareggiato per la sconfitta, mister Bollini ha analizzato così l’ennesimo ko della sua gestione: “Inutile tornare sulla gara di Trapani: chiediamo ancora scusa, mettiamoci una pietra sopra. Le partite le rivediamo, tante volte a caldo non riusciamo a fare delle valutazioni obiettive. Analizziamo le varie situazioni: col Verona abbiamo fatto una grande prestazione, con il Novara è stato uno dei migliori primi tempi della mia gestione, a Vicenza siamo stati bravissimi a giocare con le nostre caratteristiche, con il Cesena siamo stati bravi a non disunirci nei momenti di difficoltà. Tolta Trapani, la squadra si è sempre espressa bene. Stasera la gente, che ha delle pretese, era demoralizzata dopo il ko in Sicilia, l’ambiente era ostile e questa prestazione, in un altro momento, non avrebbe avuto l’incidenza negativa che ha ora”.Adesso cambia radicalmente l’obiettivo stagionale della Salernitana, che ha accantonato il sogno play off e si ritrova in zona retrocessione: “La classifica è corta e le squadre che sono sotto di noi stanno correndo, ripartiamo dalle cose positive di stasera. L’impatto è stato negativo, ma la squadra ha giocato, ha attaccato con gli esterni e uno dei migliori in campo è stato il portiere avversario, come spesso è accaduto nella mia gestione. Sotto porta dobbiamo essere più cattivi”.
Bollini prosegue: “Non ci sono problemi psicologici, spesso costruiamo tante occasioni da gol e non riusciamo a concretizzare. Noi stiamo facendo ruotare, per minutaggio e condizione, un po’ tutti gli attaccanti, ma stiamo facendo fatica a concretizzare l’ottimo lavoro che svolgiamo”. Inevitabile parlare di Donnarumma e della sua discutibile gestione: “A Trapani ha giocato dal primo minuto, prima di Vicenza per 15 giorni non si è allenato. Resta un patrimonio della squadra, sto cercando di gestire la condizione atletica”. Sul mancato ingresso di Joao Silva accompagnato dai fischi del pubblico: “Problema di comunicazione con il mio secondo: lui ha chiamato Joao Silva, io avevo detto che dovesse entrare Donnarumma. Cose di campo che possono succedere”.
Sull’analisi tattica, il mister si esprime così: “Quando sono arrivato io abbiamo sempre giocato con la linea a 4, solo a Novara ci eravamo schierati anche a 3. Durante la sosta abbiamo lavorato su questo sistema di gioco, i ragazzi hanno dato parere favorevole e abbiamo introdotto gradualmente alcune situazioni che ci sono tornate utili. Per esigenze di partita, è giusto giocare così: la difesa si è comportata bene. Ripeto: scelgo in base alle caratteristiche dei singoli, valutando anche la condizione fisica dei calciatori soprattutto nel reparto difensivo”. Infine sulla contestazione e sull’amarezza della società:“Con Lotito e con i dirigenti ho un confronto continuo, abbiamo parlato dopo la partita e ho fatto alcune considerazioni. La squadra deve rialzare la testa, non deve demoralizzarsi e un ritiro non risolve il problema”.
Maurizio Grillo
