La stagione della Salernitana nasce con un equivoco di fondo: l'imperativo era quello di ripartire da una coppia d'attacco che l'anno scorso aveva fatto benissimo e che la società aveva blindato rispedendo al mittente offerte anche importanti dal punto di vista economico. Invece sia Sannino, sia Bollin si sono intestarditi con alchimie tattiche e moduli confusionari che non hanno permesso ad un tandem affiatato e di valore di fare ancora la differenza con un fantasista come Rosina alle spalle. Fatta questa premessa, addentriamoci ora nell'analisi della partita di oggi, preparata male e gestita ancora peggio da un allenatore seguito con entusiasmo da tutto il gruppo, ma che non è riuscito a fare meglio del suo predecessore. La Salernitana, a cospetto di una Spal in campo con una formazione totalmente diversa da quella ideale, ha quasi bissato la pessima performance di Trapani giocando una partita rinunciataria, confusionaria, senza mordente e con pochissime idee. Il modulo scelto da Bollini- il 3-5-2- ha permesso agli ospiti di tenere in mano il pallino del gioco, di far circolare il pallone senza problemi sin dalle retrovie anche grazie allo scarso pressing degli attaccanti e di sfruttare gli errori di una retroguardia messa malissimo sul terreno di gioco e puntualmente scavalcata con precisi lanci dalle retrovie.
Chi si aspettava una Salernitana a trazione anteriore è rimasto fortemente deluso. Bollini, infatti, si affidava ad una formazione che non ha convinto nessuno: dinanzi a Gomis spazio a Perico, Schiavi e Mantovani, con Bittante e Vitale sulle corsie esterne, Minala, Ronaldo e Zito in mediana e la coppia Rosina-Coda in avanti. Prima riflessione: possibile che in questa squadra non possa trovare spazio un centrocampista dinamico come Odjer? Seconda riflessione: Bollini ha giustificato la scelta di tener fuori Donnarumma con la "necessità di far ruotare gli uomini a disposizione anche in base alle condizioni fisiche", salvo poi schierare nuovamente Minala reduce da un anno e mezzo di inattività e bisognoso di rifiatare come testimoniato anche dalla prova opaca di Trapani. L'avvio, ad ogni modo, è stato disastroso e la Spal è diventata immediatamente padrona del campo. Soprattutto nella zona di Perico la Salernitana ha sofferto tantissimo, merito di un avversario che permetteva agli esterni di sovrapporsi con continuità e di duettare con due attaccanti che hanno sfruttato la chance concessa dall'allenatore svariando su tutto il fronte offensivo senza dare punti di riferimento.
Gli ospiti sono stati bravi anche a frenare sul nascere le sortite offensive dei padroni di casa: ogni qual volta Ronaldo provava ad impostare il gioco, le mezz'ali accorciavano sugli altri due centrocampisti, mentre i difensori centrali marcavano a uomo Coda, un atteggiamento tattico che costringeva il regista brasiliano a forzare la giocata, ovviamente con scarsi risultati. Sugli sviluppi dell'ennesima disattenzione difensiva, nasceva una clamorosa palla gol al 20': dormita di Schiavi (decisamente in serata no), parata decisiva di Gomis su Finotto. Da quel momento in poi i granata, spinti anche dal pubblico, provavano a reagire sfruttando l'estro di un Rosina ritrovato (almeno per un tempo) e le sovrapposizioni di Vitale e Bittanti, puntuali ad arrivare sul fondo, ma incredibilmente imprecisi al momento di crossare. Quelle rare volte che il pallone arrivava nell'area di rigore avversaria, Coda si faceva puntualmente anticipare pagando a caro prezzo l'assenza al suo fianco dell'alter ego Donnarumma. La rete dello 0-1, scaturita da un rigore inesistente, nasce da una ripartenza della Spal sulla quale tutta la Salernitana si faceva cogliere impreparata: Schiavi, a metà campo, si faceva saltare come un novellino, Mantovani e Perico non riuscivano a fermare Zigoni e Vitale, in ritardo, commetteva un fallo visto soltanto dall'arbitro, ma puntualmente sanzionato: dal dischetto lo stesso Zigoni spiazzava Gomis. La reazione granata era tutta in un gol annullato a Vitale per presunta posizione di fuorigioco, tra l'altro sugli sviluppi dell'unico schema ben riuscito in tutti e 95 i minuti: cross dal vertice dell'area, spizzata di testa di Rosina sul secondo palo e movimento perfetto dell'ex difensore della Ternana, probabilmente in off side.
Nella ripresa, come sempre, Bollini ci metteva 15 minuti per capire che bisognava cambiare uomini e modulo, anche perchè difendere in 5 quando bisogna rimontare era praticamente inutile. Al 16' la prima sostituzione, anche questa discutibile: fuori Ronaldo, dentro Sprocati e Salernitana schierata col 4-3-3. Da quel momento in poi Rosina veniva francobollato dai difensori estensi, Coda era sempre più solo e i granata facevano fatica a costruire gioco per la lentezza di Zito e Minala nelle ripartenze. Poco dopo dentro Odjer al posto di Vitale e passaggio al 4-3-3, prima di chiudere addirittura con il 4-2-4 con l'ingresso di Donnarumma in luogo dell'infortunato Mantovani, uno dei pochi ad essere applaudito dal pubblico. Pur creando qualche grattacapo al sempre attento Meret, la Salernitana non riusciva mai a rendersi pericolosa e beccava il secondo gol a pochi minuti dal 90': il neo entrato Floccati, a porta vuota, archiviava la pratica prima dell'inutile gol di Coda al 94' nato dall'unico spunto degno di nota dell'evanescente Sprocati. Un ko frutto di errori tattici e di una scarsa propensione al sacrificio e alla battaglia sportiva: Benevento potrebbe essere l'ultima spiaggia per un allenatore che non sta soddisfacendo tifoseria e società.
Gaetano Ferraiuolo
