A Salerno non si parla d'altro. La contestazione avvenuta ieri sera all'esterno della tribuna rappresenta il punto più basso della gestione Lotito-Mezzaroma. Un clima di malcontento generale che si respirava ormai da diversi mesi e che è sfociato nella rabbia di oltre 300 persone che, stanche di una serie di prestazioni deludenti, hanno inteso manifestare con civiltà, ma grande fermezza un legittimo disappunto. Nessuno è stato esente da critiche, con striscioni contro i calciatori, fischi per l'allenatore e cori contro Lotito e Fabiani, rei, a detta degli ultras, di non aver saputo imparare dagli errori commessi nella precedente stagione allestendo una rosa non competitiva senza rinforzarla adeguatamente a gennaio. E' questo il motivo della protesta: non tanto l'ennesima sconfitta di una stagione sin qui anonima e priva di emozioni, quanto un atteggiamento generale ritenuto approssimativo, poco ambizioso e rispettoso di una piazza che, al contrario, continua a rispondere con i numeri testimoniando la propria immensa passione.
Sia chiaro: a nostro avviso questa Salernitana, presa singolarmente, vale la zona sinistra della classifica purchè chi la allena disponga i calciatori in campo con criterio affidandosi ai più bravi. Quando prendi a parametro zero gente come Coda, Vitale, Busellato, Bernardini e Donnarumma, investi su Odjer e Rosina e risolvi il problema portiere con uno bravo come Gomis non si può certo dire che hai lavorato così male. Lo sfogo di ieri è dettato, come detto, da quanto accaduto in un anno e mezzo ricco di contraddizioni e problematiche; ritrovarsi costantemente nella parte bassa della zona destra della classifica è poco lusinghiero non solo per la stessa società (che di investimenti ne ha fatti tanti, negarlo significherebbe avere una visione distorta della realtà), ma anche per una dirigenza, uno staff tecnico e una tifoseria consapevole che Salerno può e deve ambire a qualcosa di più.
Se l'obiettivo era salvarsi tranquillamente o alzare l'asticella, ad ora è stato fallito: la Salernitana, al netto di penalizzazioni in arrivo per le altre, è a 2 punti dalla zona retrocessione, lontanissima dall'ottava in classifica ed è attesa da un derby infuocato e difficilissimo sul campo della rivelazione Benevento. La proprietà, ad ora, preferisce non replicare: Lotito ha lasciato lo stadio scuro in volto, senza voler fare dichiarazioni e ha parlato esclusivamente con Bollini (cui posizione non è più così solida), Mezzaroma all'Arechi si è visto solo in occasione della partita di beneficenza per Amatrice e pare sia rimasto deluso dall'atteggiamento dell'ambiente post addio di Sannino, Fabiani ha fatto spesso da parafulmine accettando le critiche senza ammettere che il budget a disposizione non era così elevato come paventato dalla società. Che poi si poteva spendere diversamente è un altro discorso. Con questo clima, certamente, si rischia di entrare in un tunnel dal quale sarà difficile uscire: per rivedere la luce è fondamentale che Lotito e Mezzaroma facciano chiarezza, intervengano in prima persona e responsabilizzino una squadra che, ad ora, non ha espresso i valori tecnici di cui è in possesso. Nulla è compromesso, a patto che tutti ci mettano la faccia correggendo, per quanto possibile, gli errori commessi.
Gaetano Ferraiuolo
