Basta polemiche, c'è un derby da giocare!

Fondamentale concentrarsi in vista della sfida col Benevento che vale una stagione

Salerno.  

Il presunto caso Rosina ha alimentato ulteriormente il clima di tensione e malcontento che si respira in città ormai da diverse settimane. Il "dagli all'untore" ad opera dei critici a prescindere della società è partito ieri sera, quando si era sparsa la voce di una possibile e clamorosa rescissione da parte del fantasista, tutto mentre il procuratore era in Calabria per gravi motivi personali e il calciatore regolarmente in albergo dopo aver usufruito di una giornata di permesso. Tanto rumore per nulla, verrebbe da dire, un vero peccato che la vicenda Sannino (massacrato per parole probabilmente mai pronunciate) non abbia insegnato niente a quella frangia di tifosi che, in un momento già così delicato, continua a sparare sulla croce rossa chiedendo rispettivamente l'esonero di Fabiani e Bollini e il cambio di proprietà, dimenticando che la priorità unica deve essere quella di aiutare la Salernitana a raggiungere l'obiettivo rinviando giudizi e valutazioni soltanto al termine di un campionato che rischia di complicarsi maledettamente. 

E mentre la società è a lavoro per capire se nel gruppo ci sia nuovamente una "talpa" che preferisce spifferare all'esterno situazioni che dovrebbero rimanere nel chiuso dello spogliatoio (a che pro resta un mistero), in città la spaccatura è evidente: da un lato il partito di chi, dopo aver contestato, è pronto ad "invadere" Benevento per rappresentare il cosiddetto dodicesimo uomo in campo anche in trasferta, dall'altro quello degli scettici e dei "critici a prescindere", quasi desiderosi che la Salernitana perda per poter affermare "io l'avevo detto". La verità, come sempre, sta nel mezzo e l'equilibrio dovrebbe regnare sovrano: la contestazione, legittima, c'è stata, la proprietà ha subito una buona dose di insulti ed improperi, i calciatori hanno capito che non possono più sbagliare, l'allenatore salterà in caso di nuovo risultato negativo, ma ora è il tempo di mettere da parte critiche e malumori avvicinandosi al derby con una mentalità completamente diversa.

In questa settimana di tutto si è parlato fuorché di una partita fondamentale per il futuro della Salernitana. Il Benevento è squadra forte, che gioca bene, allenata da un tecnico preparato, con un'ottima società alle spalle e con una tifoseria che sta vivendo questo sogno ad occhi aperti accompagnando fedelmente i propri beniamini verso le zone nobili della classifica. I granata, al netto delle disgrazie altrui, si ritrovano invece in piena zona retrocessione, costretti ad accantonare il sogno play off e a fare quanto prima i punti necessari per vivere un girone di ritorno più sereno. Dopo il derby il calendario strizzerà l'occhio alla Salernitana e proprio per questo vincere al "Vigorito" potrebbe rappresentare la tanto attesa svolta della stagione. I tifosi il messaggio lo hanno lanciato, la spaccatura è netta, ma potrebbe essere sanata con i risultati. A Bollini il compito di non inventare nulla e di mettere in campo la miglior formazione, alla società quello di garantire maggiore presenza e di intervenire prima che sia troppo tardi accantonando, eventualmente, quei calciatori che antepongono l'interesse personale a quello del collettivo. Al resto penseranno quei mille innamorati a prescindere che, nonostante tutto, domenica saranno ancora una volta sugli spalti in nome di un amore che non conosce ostacoli, risultati e categorie e che non si fa certo condizionare da  casi veri o presunti o da chi si erge a depositario della verità assoluta divertendosi a destabilizzare l'ambiente per un pizzico di notorietà in più.

Gaetano Ferraiuolo