Se fuori dal rettangolo verde Roberto Breda non ha mai nascosto il proprio amore nei confronti di Salerno, della Salernitana e della sua tifoseria, sul campo è sempre stata partita vera. Ogni qual volta ha incrociato i granata in carriera, il mister ha dimostrato di sapersi distaccare per 90 minuti dai sentimenti concentrandosi esclusivamente sulla gara. "L'emozione è stata forte, ma l'Arechi è sempre casa mia e sono fortunato ad avere un rapporto così bello con il pubblico" disse in occasione della partita d'andata, quando il pubblico gli tributò un'ovazione e lo stesso Sannino lo accompagnò sotto la curva in segno di rispetto. In quella circostanza la sfida terminò con il risultato di 1-1: a Caputo rispose Coda, nel finale la Salernitana colpì un palo clamoroso con Zito e, nel complesso, avrebbe meritato la vittoria. Si confermò, comunque, il tabù Breda: il cavalluccio marino non ha mai battuto il capitano.
La prima sfida in assoluto è storia della stagione 2009-10. In uno stadio completamente vuoto, la Salernitana già retrocessa perse con il risultato di 2-0 contro la Reggina che, grazie a quei tre punti, blindò la salvezza e visse un finale di stagione più tranquillo. In quella circostanza Luca Fusco balzò in testa alla classifica dei calciatori più presenti nella storia granata battendo proprio Roberto Breda, ma il pubblico dedicò un coro all'ex capitano lasciando a bocca aperta non solo il difensore, ma anche tutti i calciatori in campo. Una manifestazione d'affetto incredibile per l'indimenticato numero 4, cui maglietta fu originariamente ritirata da Aliberti. Breda e la Salernitana si sono incontrati anche l'anno scorso. Favorito anche da alcune discutibilissime scelte di Menichini (Bagadur in panchina, Pestrin difensore centrale) il tecnico trevigiano vinse per 4-0 grazie alle reti di Furlan, Ceravolo, Meccariello e Falletti. In campo anche Luigi Vitale. Due partite e altrettanti pareggi, invece, tra Breda e Bollini ai tempi della Primavera: il primo guidava la Reggina, il secondo la Fiorentina. Che lunedì sia la volta buona per dare un piccolo dispiacere a quello che è e sempre sarà "uno di noi"?
Gaetano Ferraiuolo
