Strakosha, futuro della Lazio. Perché tanti flop a Salerno?

Da Foggia a Sciaudone, da Borgobello a Caputo: piazza troppo esigente o semplici coincidenze?

Salerno.  

E’ notizia di questi minuti che la Lazio stia pensando di rinnovare a cifre importanti il contratto di Strakosha, portiere che ha avuto molto spazio in serie A non solo grazie alla fiducia del suo mentore Inzaghi, ma anche per i numerosi infortuni che hanno ostacolato il percorso di Marchetti. Alzi la mano chi, a Salerno, avrebbe ipotizzato uno scenario del genere, ancor di più dopo gli innumerevoli errori che hanno contraddistinto il cammino del pipelet albanese con la maglia granata. Ancora oggi in tanti ricordano la “papera” con l’Avellino, le uscite a vuoto, i palloni da bloccare banalmente respinti, quel balletto con Terracciano deciso da Torrente che certamente non aiutava la difesa a trovare un suo equilibrio.

Lecito, però, chiedersi: come mai tanti atleti fanno fatica a Salerno e si riscoprono bravi altrove? Di esempi, anche recenti, ce ne sono a bizzeffe. Se Foggia era arrivato a fine carriera, il caso più emblematico riguarda Daniele Sciaudone, considerato ovunque tra i migliori centrocampisti della categoria, ma fischiatissimo dal pubblico dell’Arechi. A La Spezia ha ritrovato sé stesso, segnando gol spettacolari, fornendo assist ai compagni e viaggiando ad una media di un 7 in pagella ogni partita, tanta roba per chi, qui, era stato considerato un flop. Non dimentichiamo i casi Borgobello, Molinaro, Brunner, Squizzi, Chianese, Ferrante, Caputo, innumerevoli allenatori,  tutta gente che con la maglia granata ha fatto tremendamente fatica pur circondata da mille aspettative. I più sostengono che le pressioni della piazza non aiutino, altri se la prendono con quella fetta di tifosi che giudica sempre, a prescindere, talvolta anche prima di vedere all’opera. Il caso Inzaghi insegna.

In estate nessuno lo avrebbe voluto a Salerno per il famoso discorso sulla “succursale”, oggi lo rimpiangono e lo indicano come tecnico emergente del calcio italiano. Stesso discorso per Minala, etichettato come un bidone a gennaio e oggi titolare inamovibile. La passione popolare sicuramente rappresenta un’arma in più, ma gli umori della piazza talvolta possono influire anche in negativo. Che la storia insegni a giudicare a bocce ferme e senza inutili pregiudizi o simpatie a prescindere…

Gaetano Ferraiuolo