Stagione 2004-05, l'ultima targata Aliberti. La Salernitana, dopo il pareggio di Verona, ospitava tra le mura amiche l'Ascoli di Giampaolo con l'obbligo di portare a casa una vittoria per evitare la retrocessione in serie C. Durante la settimana porte aperte per gli allenamenti e città letteralmente in estasi per i colori granata: code ai botteghini per acquistare i biglietti, 10mila tagliandi acquistati direttamente dai calciatori e regalati ai tifosi, strade tappezzate di bandiere per caricare ulteriormente l'ambiente, allestimento di una grande coreografia da parte degli ultras della curva Sud. Il clima ideale per affrontare un avversario ostico, in lotta per i play off, capace all'andata di imporsi con il risultato di 3-2 e di sciorinare un calcio a tratti piacevole sia in casa, sia in trasferta. Quando l'Arechi è pieno, però, è dura per tutti e in 32mila presero d'assalto il principe degli stadi già 4 ore prima dell'inizio del match, una bolgia infernale che lasciò a bocca aperta i calciatori granata.
In emergenza per le pesanti assenze di Polenghi, Lanzaro, Molinaro e Bombardini, la Salernitana di Gregucci faceva affidamento proprio sul pubblico amico per portare a casa tre punti fondamentali e vivere la trasferta di Crotone con meno angoscia e senza patemi d'animo. "Urlando contro il cielo", "Go west" e "Vattene amore" surriscaldarono ulteriormente un ambiente già infuocato, desideroso di trascinare il cavalluccio marino verso acque più tranquille. Quando le squadre scesero in campo, il coro "ci devi credere" fece tremare i gradoni dello stadio, anche i pochi tifosi ascolani assiepati in curva Nord si godevano lo spettacolo con sincera ammirazione. L'avvio di gara fu tuttavia traumatico: un retropassaggio avventato di un giovanissimo Schiavi trovò impreparato il portiere Ambrosio, per Colacone fu un gioco da ragazzi depositare il pallone nella porta vuota per il vantaggio dei bianconeri. "Lotta lotta e non mollare mai" cantava la curva, mentre la Salernitana dava vita ad un autentico assedio: un paio di miracoli di Coppola e due rigori negati dall'incerto Preschern a Ferrarese permisero agli ospiti di andare a riposo sl risultato di 0-1, punteggio che poteva essere ancor più pesante se non si fosse messa di mezzo la traversa.
Nella ripresa accadde l'incredibile. Al 3' minuto, su assist di Zaniolo, Palladino pareggiò i conti facendosi trovare al posto giusto al momento giusto, una rete da grande attaccante che fece letteralmente esplodere l'Arechi. "Bisogna vincere e tutti insieme vincerem" cantavano in 32mila e la Salernitana, trascinata da un pubblico meraviglioso e determinante, trovò il vantaggio 60 secondi più tardi: Zaniolo, in serata di grazia, anticipò il diretto marcatore con una grande rovesciata e segnò il gol del 2-1 che significava salvezza diretta e matematica, merito anche dei risultati maturati sugli altri campi. L'assedio finale dell'Ascoli produsse un miracolo di Ambrosio al 95' e poco altro. A fine gara festa grande, fuochi d'artificio, Gregucci in lacrime e calciatori portati in trionfo sulle note di "Chi non salta è napoletano", tutto invalidato dalla decisione del tribunale che, poche settimane dopo, condannò la Salernitana Sport al fallimento e alla ripartenza dalla serie C con altra società e denominazione. Nessuno, però, potrà cancellare l'emozione di quel 5 giugno di 12 anni fa...
Gaetano Ferraiuolo
