Media play off, il confronto con la passata stagione

Numeri, statistiche e curiosità del campionato 2015-16: la Salernitana era penultima

Salerno.  

E’ inutile girarci intorno: la Salernitana, da ieri, ha cambiato radicalmente obiettivo. Se prima si doveva pensare alla salvezza, ora i granata hanno legittimamente alzato l’asticella mettendo nel mirino l’ottavo posto che significherebbe play off, qualora il distacco tra terza e quarta non fosse superiore ai 9 punti. Per organico, pubblico, società e condizione atletica questa squadra può ancora dire molto a questo campionato, favorita anche da un calendario non impossibile e dalla spinta di una tifoseria che è componente determinante. Ad ora i granata sono a -4 dall’ottava e a -6 dalla quarta posizione, un distacco quasi irrisorio soprattutto perché lo Spezia è atteso da un ciclo di fuoco, il Benevento è in leggero calo, il Cittadella è altalenante, l’Entella fuori casa soffre tanto, Perugia e Novara non sono irresistibile e lo stesso Bari stenta nonostante gli acquisti di gennaio.

Quanti punti servono per trasformare il sogno in realtà? 62 potrebbero bastare: la Salernitana, dunque, dovrebbe vincere sei partite su dieci, sfruttando in pieno il fattore casalingo e centrando almeno un colpo esterno. La quota, però, potrebbe abbassarsi a 60 in virtù dei tanti scontri diretti in programma da qui alla fine della stagione, ragion per cui ai granata potrebbero bastare anche 5 vittorie e 3 pareggi, con il “jolly” di due sconfitte. Proviamo a confrontare la situazione attuale con quella dell’anno scorso. Alla trentaduesima la classifica era questa: Crotone 66, Cagliari 65 (promozione diretta), Novara 52, Spezia 51, Cesena, Bari 50, Entella, Pescara 49 (play off), Brescia 49, Trapani 47, Perugia 44, Avellino 43, Ternana 40, Lanciano 37, Ascoli, Latina 36, Modena 35, Pro Vercelli 34, Livorno 33, Vicenza, Salernitana 31, Como 26. Possiamo, dunque, notare che le prime due erano già virtualmente in serie A, la Salernitana aveva 11 punti in meno di quella attuale, la dodicesima- con un punto in più della Salernitana di oggi- era a -6 dai play off e a -8 dalla quarta e, soprattutto, diverse squadre non avevano grossi obiettivi e, infatti, conquistarono pochissimi punti nelle undici gare successive.

La classifica finale fu la seguente: Cagliari 83, Crotone 82 (serie A), Trapani 73, Pescara 72, Bari, Cesena 68, Spezia 66, Novara 65 (play off), Entella 64, Perugia 55, Brescia 54, Ternana 53, Vicenza, Avellino 49, Ascoli 47, Latina, Pro Vercelli 46, Salernitana 45, Lanciano 44, Livorno, Modena 42, Como 33. Il Trapani, dunque, seppe conquistare 26 punti su 33, una media impressionante che lo proiettò dal decimo al terzo posto. La media play off fu leggermente più alta perché, come detto, 5-6 squadre non si giocavano nulla e persero contro quasi tutte le big. Un fatto, comunque, è certo: la Salernitana ha già migliorato nettamente il piazzamento dell’anno scorso ponendo le basi per un futuro diverso. Con un campionato così equilibrato- e tutt’altro che scarso- il sogno play off è ancora possibile. Trapani docet…

Gaetano Ferraiuolo