Che fine hanno fatto? Salerno infelix per tanti allenatori

Domenica Sanderra ha battuto Menichini

Salerno.  

"Fare l'allenatore a Salerno è uno dei mestieri più difficili del mondo" ha detto simpaticamente Marco Mezzaroma in una recente intervista, rimarcando quanto sia complicato lavorare in una piazza passionale, ma che trasmette pressioni senza perdonare nulla. Del resto quanto accaduto quest'estate è emblematico: nessuno voleva Inzaghi per i suoi trascorsi piacentini, tutti osannavano Sannino rimarcando la necessità di non essere succursale della Lazio. Oggi si rimpiange Inzaghi (considerato tra i tecnici emergenti più interessanti d'Italia) e si critica Sannino, dimessosi "a furor di popolo" dopo attacchi social per parole mai pronunciate. La storia recente insegna che molti allenatori che hanno fatto male a Salerno abbiano faticato successivamente a ripartire. Ad oggi, infatti, Perrone e Torrente sono senza squadra, Somma è stato esonerato a Catanzaro dopo poche giornate, Galderisi è "saltato" a Lucca anche per dissidi interni con la dirigenza, il solo Sanderra sta riportando in alto la Sambenedettese dopo una fase complicata togliendosi lo sfizio di battere la Reggiana di mister Menichini, cui non sono bastate due imprese con la Salernitana per conquistare una panchina in cadetteria. I granata emiliani, con la sua gestione, erano partiti benissimo agevolati da un calendario morbido, ma in concomitanza con le prime sfide complicate sono arrivate due sconfitte e un pareggio, bottino alquanto magro.

Non sorprenda, dunque, che negli ultimi 20 anni pochissimi allenatori siano riusciti a iniziare e finire la stagione senza incappare in un esonero: tra questi ricordiamo Delio Rossi (stagione 1997-98), Zdenek Zeman (2001-02), Stefano Pioli (2003-04), Roberto Breda (2010-11) e Carlo Perrone (2011-12), Molti degli esonerati hanno successivamente ottenuto risultati non propriamente lusinghieri: Oddo ha abbandonato progressivamente il mondo del calcio, Sonetti ha chiuso la carriera tra alti e bassi, Varrella si è disimpegnato tra C2 e serie D, di Ammazzalorso si sono perse le tracce, Cari, Costantini e Grassadonia non hanno avuto altre opportunità in B, Cadregari si è dedicato al mondo del settore giovanile, Cuoghi fu esonerato a Foggia ed è retrocesso a Como, tanti esoneri per Novelli in Prima Divisione, stesso discorso per Agostinelli e Mutti. Discorsi leggermente diversi per Gregucci e Castori: il primo, pur essendo considerato un tecnico molto bravo, nei numeri non ha vinto praticamente nulla dal 2004 ad oggi se non la coppa Italia di C a Salerno da subentrante, il secondo ha trasformato lo scetticismo in applausi a Carpi senza, tuttavia, evitare la retrocessione l'anno scorso. La speranza è che si possa aprire un ciclo con Bollini, mister che sta conquistando la stima della dirigenza, dei giocatori e di una piazza che, in tema di allenatori, dovrebbe imparare a essere più equilibrata.

Gaetano Ferraiuolo