Balestri: "Donnarumma sia fiero di indossare quella maglia"

Parola al doppio ex: "Spero vinca il Pisa, ma che onore giocare nella Salernitana degli eroi"

Salerno.  

A Salerno ha lasciato un pezzo di cuore, lui che ha saputo incarnare i veri valori dello sport rappresentando un punto di riferimento fondamentale all'interno dello spogliatoio. Pur avendo vissuto un anno e mezzo assai tribolato per le note vicende societarie, Jacopo Balestri è riuscito a farsi apprezzare dalla tifoseria non solo come calciatore, ma anche e soprattutto come uomo. Era, infatti, elemento fondamentale della cosiddetta "Salernitana degli eroi", una squadra che decise di giocare gratuitamente per onorare un pubblico meraviglioso e che creò con quel gruppo un rapporto di simbiosi quasi unico nella storia. La redazione di Granatissimi.Ottopagine lo ha intervistato in veste di doppio ex della sfida in programma sabato pomeriggio all'Arena Garibaldi:

Che partita ti aspetti tra Pisa e Salernitana?

"Sarà una gara molto intensa ed equilibrata, tra due squadre che stanno meritatamente superando un momento di difficoltà. La Salernitana è reduce da tre vittorie consecutive, ha un organico di spessore per la categoria e non riuscivo a capire come mai si ritrovasse quasi in zona play out; con quel pubblico alle spalle, credo che la risalita era quasi scontata e obbligatoria. Il Pisa, non me ne vogliano a Salerno, ha più bisogno dei tre punti e quindi mi auguro che i nerazzurri possano vincere la partita e avvicinarsi alla salvezza. Ne hanno passate tante, meritano assolutamente questa soddisfazione sportiva".

La Salernitana fa bene a credere nei play off?

"Credo di sì, in fondo ha una società seria, una grandissima tifoseria e una rosa di spessore. I nomi sono altisonanti per la B: se in attacco hai gente come Sprocati, Coda, Rosina e Donnarumma non puoi certo nasconderti, è gente che può farti vincere la partita in qualunque momento. Sto apprezzando molto anche ragazzi come Bernardini, Minala, Zito e Ronaldo, tutti calciatori di qualità assoluta e che hanno saputo rialzare la testa dopo le brutte sconfitte con Trapani e Spal. Quel pubblico meraviglioso merita di sognare, fino a quando la matematica lo consentirà credo sia doveroso scendere sempre in campo per vincere".

Nelle ultime ore, però, è esploso il caso Donnarumma...

"Ritengo che siano dichiarazioni fuori luogo, in questo momento bisogna concentrarsi sul presente senza trasmettere pressioni a un calciatore comunque bravo come lui. Non tutti sanno isolarsi dalle voci di mercato, c'è il rischio di distrarsi durante le partite e questo sarebbe controproducente per il ragazzo e, soprattutto, per la Salernitana. Dico a Donnarumma che deve essere fiero e felice di indossare una maglia così prestigiosa, il suo futuro viene in secondo piano e se ne deve riparlare, eventualmente, soltanto a giugno"

Hai giocato in una Salernitana con gravi problemi societari, ritieni che al Pisa siano state date più attenzioni rispetto al sodalizio granata?

"Ogni stagione è diversa dall'altra, di certo c'è che quella Salernitana seppe dare una lezione di sport a tutta l'Italia calcistica onorando la maglia che indossava. Di quell'annata preferisco ricordare le forti emozioni e il rapporto con la città, il resto purtroppo è storia conosciuta e ancora oggi fa male ripensare a quella finale e all'epilogo del fallimento. Intorno al Pisa, è vero, si era creata un'attenzione incredibile, ma fa sicuramente molto piacere che una piazza passionale come quella granata sia riuscita a ritrovare un pochino di serenità. Come dicevo prima, ne hanno passate tante e rischiavano di ritrovarsi di nuovo in Lega Pro dopo aver vinto il campionato sul campo: sono felice che il Pisa si sia rimesso in sesto, ora tocca alla squadra salvarsi e compiere un'impresa sportiva, aiutata da un allenatore grintoso come Gattuso e da una tifoseria sempre molto presente e calorosa".

Possiamo confermarti che quella Salernitana è stata tra le più amate di sempre...

"Sapere questa cosa mi riempie il cuore di gioia, questo significa che la gente ha saputo apprezzare tutto quello che ha fatto quel gruppo. Pur avendo vissuto da vicino una bruttissima retrocessione e il successivo fallimento, devo dire che quell'esperienza è stata magnifica, indimenticabile, potevamo compiere un'impresa sportiva che sarebbe rimasta nella storia del calcio italiano. La nostra cavalcata si interruppe a Verona, ricordate tutti come abbiamo perso quella partita: nulla, però, cancellerà il rapporto con una tifoseria che diede un contributo incredibile spingendoci per tutto il girone di ritorno con un amore viscerale nei confronti della maglia. Eravamo una cosa sola, sembrava davvero di giocare in dodici ogni domenica e ci hanno letteralmente trascinato. Non potevamo abbandonare la nave, siamo stati uomini fino alla fine".

In un calcio così malato, forse quel vostro gesto meritava maggiore pubblicità?

"Nel calcio le cose vanno velocemente, tutto cambia in pochi giorni e ciò che fai oggi diventa già vecchio domani. Sicuramente incarnammo i veri valori dello sport, in campo e fuori. La vittoria di Alessandria fu l'emblema della stagione: duemila salernitani al seguito, reazione da grandi dopo lo svantaggio, undici giocatori che remavano nella stessa direzione, la voglia matta di salvare il salvabile portando la Salernitana in serie B. Non ci siamo riusciti, ma che gioia aver indossato quella maglia..."

Che opinione hai di Claudio Lotito?

"E' un personaggio molto chiacchierato nel mondo del calcio, ma nella vita contano i fatti e non le chiacchiere. I numeri dicono che la sua Lazio sta facendo un campionato straordinario, oltre ogni più rosea aspettativa. Nonostante abbia gran parte della tifoseria contro, Lotito sta andando avanti per la sua strada e con le sue idee, questa cosa gli fa veramente onore e sono certo potrà ripetere le stesse imprese anche a Salerno. Lo merita la società, lo merita la città, lo merita la tifoseria".

Di cosa ti occupi ora?

"A 42 anni mi diverto ancora sui campi di calcio: gioco nel Signa, girone B del campionato di Eccellenza della Toscana. Ho trovato un ambiente genuino, permeato da quei valori che nel professionismo si sono persi da tempo. E' stata una scelta di vita non certo dettata da fattori economici, avevo ancora voglia di divertirmi e sto proseguendo la mia carriera pur consapevole che, a giugno, dovrò appendere le scarpette al chiodo. Da tifoso seguo ancora Pisa e Salernitana, mi auguro che i granata possano tornare quanto prima in serie A e colgo l'occasione per salutare una tifoseria magnifica, che rappresenta la vera forza della squadra".

Gaetano Ferraiuolo