Uno dei meriti principali di Alberto Bollini è stato quello di rilanciare alcuni calciatori che sembravano ormai destinati a vivere il finale di stagione da separati in casa. Prendiamo l'esempio di Ronaldo, praticamente mai utilizzato da Sannino e con la valigia pronta a dicembre in direzione Bari. In poco tempo il brasiliano è diventato un titolare quasi inamovibile collezionando prestazioni di ottimo livello in mezzo al campo, condite non solo da giocate importanti e lanci illuminanti, ma anche da quel pizzico di cattiveria agonistica che l'anno scorso si era vista soltanto a sprazzi. Stesso discorso anche per Schiavi e Vitale: il primo si è sempre fatto trovare pronto quando è sceso in campo pur in un contesto ambientale ostile, il secondo è stato tenuto a riposo nel momento di fisiologico calo ed è tornato quel terzino inarrestabile ammirato per buona parte del girone d'andata. Ottima anche la gestione dei nuovi arrivati: Sprocati è stato inserito gradualmente in gruppo, Bittante è un autentico jolly difensivo, l'acquisto di Minala lo ha segnalato l'allenatore e Gomis è stato gettato immediatamente nella mischia con coraggio.
L'impresa sarebbe completa se Bollini restituisse a Salerno il miglior Rosina, quel calciatore di talento e classe cristallina che in maglia granata abbiamo visto soltanto a sprazzi per i motivi più disparati. Dopo Trapani pare ci sia stato un confronto molto franco tra i due: toni sereni, grande sincerità e voglia di mettere davanti a tutto il bene della Salernitana. Nelle ultime quattro partite, Rosina si è accomodato tre volte in panchina senza entrare neanche in corso d'opera, solo con Spal (buona prestazione) e Brescia (assist illuminante per Coda) ha avuto l'opportunità di scendere in campo beccandosi qualche fischio forse ingeneroso del pubblico. Qualcuno sostiene che senza di lui la Salernitana giochi meglio e sia disposta con maggiore equilibrio e raziocinio, altri ritengono fondamentale il recupero psicofisico di un elemento vincolato ai granata da altri tre anni di contratto e che non può essere affatto un problema. La società, dal canto suo, non è soddisfatta e, pur riconoscendone l'impegno e l'abnegazione, si aspettava ben altro rendimento sul rettangolo verde. A giugno le parti si siederanno attorno ad un tavolo per fare il punto della situazione per capire cosa non abbia funzionato, ma l'attualità incombe e l'allenatore sta facendo di tutto predisponendo un programma personalizzato che batte molto sull'aspetto atletico. Del resto se per colpe non tue salti il ritiro estivo e il richiamo di preparazione invernale alla lunga paghi dazio. Ma Rosina può essere ancora tremendamente utile a questa Salernitana...
Gaetano Ferraiuolo
