Risolti i problemi societari grazie all'arrivo di un nuovo presidente, il Pisa Calcio sta provando in tutti i modi a conquistare una salvezza che, per tanti motivi, potrebbe essere definita miracolosa. Merito dell'impresa è sicuramente di mister Gennaro Gattuso che, dopo aver vinto un campionato non partendo certo tra i favoriti, ha saputo plasmare il gruppo a sua immagine e somiglianza anteponendo la mentalità e l'atteggiamento combattivo all'aspetto prettamente tattico. I nerazzurri non giocano un calcio spettacolare, non costruiscono molte occasioni da gol, segnano poco e spesso sono prevedibili, ma la concretezza è l'arma vincente di una squadra che basa tutto sull'organizzazione difensiva e che è riuscita a imbrigliare tutte le prime della classe. Il rendimento casalingo, in particolare, è da zona sinistra della graduatoria: il bilancio parla di 5 vittorie, 7 pareggi e 3 sconfitte e in 9 occasioni Ujkani è riuscito a mantenere la porta inviolata, una sorta di record per la categoria. All'Arena Garibaldi hanno sofferto e non vinto squadre del calibro di Bari, Verona, Frosinone, Entella e Spezia, imbattutesi nell'autentico muro ideato da Gattuso. Nelle ultime settimane il Pisa sta trovando il gol con maggiore continuità e a Verona, dopo l'1-1 di Tabanelli, gli ospiti hanno avuto addirittura l'opportunità di vincere in piena zona Cesarini. Una squadra, insomma, totalmente diversa da quella abulica e rinunciataria vista all'andata e che, aiutata anche da qualche svista arbitrale, portò comunque a casa un prezioso 0-0.
Quest'anno, tatticamente, il Pisa ha giocato con tre moduli: 4-3-3, 4-4-2 e 4-3-1-2, lo schema preferito da Gattuso perchè permette di coprire bene la difesa con tre centrocampisti di interdizione e di far arrivare palloni giocabili alle punte grazie a un trequartista che, in fase di non possesso, scala sulla fascia permettendo di passare al 4-4-2. Ujkani, come detto, è uno dei punti di forza: carismatico, bravo tra i pali, sicurissimo nelle uscite. La difesa sarà guidata dall'esperto Lisuzzo, elemento insostituibile nell'undici titolare: al suo fianco due calciatori che stanno crescendo tantissimo come Longhi e Peralta, subentrato al giovane Birindelli al Bentegodi e autore di un ottimo secondo tempo. E' Mannini l'uomo simbolo della squadra, non solo per la sua duttilità tattica, ma anche per quel "cuore da capitano" che ha rappresentato un esempio per tutti i compagni. Occhio anche all'ex Cesena Tabanelli- specializzato negli inserimenti in area senza palla- all'esperto Lazzari e al tandem Gatto-Masucci che fa della rapidità la sua arma vincente. Dovrebbe tornare nell'elenco dei convocati l'ex Pescara Manaj, fuori per scelta tecnica domenica scorsa. In panchina anche quell'Edgar Cani oggetto del desiderio della Salernitana nella stagione 2014-15. Una rosa, dunque, non di altissima qualità, ma composta da persone di sostanza, esperienza e imprevedibilità: vincere non è impossibile, ma sarebbe comunque un'impresa.
Gaetano Ferraiuolo
