Salernitana, doveroso rivalutare il mercato invernale

La società e la dirigenza hanno svolto un buon lavoro: i meriti di Lotito, Mezzaroma e Fabiani

Salerno.  

La tifoseria di Salerno può essere divisa in due tronconi: da un lato lo zoccolo duro che ama e sostiene a prescindere, dall'altro un popolo social che non aspetta altro che una sconfitta per uscire allo scoperto e destabilizzare l'ambiente. Abbiamo ancora impressi nella mente i commenti di quegli internauti che ci giudicavano "folli e in cattiva fede" quando parlavamo di play off ribadendo che questa squadra era inferiore, per organico, soltanto a Verona, Frosinone e Bari. Rammentiamo ancora la polemica post mercato, quando il mancato arrivo di Crimi- manco fosse Lampard- aveva scatenato il malcontento generale "perchè Lotito da noi manda gli scarti e non caccia i soldi per i giocatori bravi". La storia Sannino insegna che non si dovrebbe mai giudicare prima di vedere all'opera e ci aspettiamo che queste stesse persone abbiano l'umiltà e l'intelligenza di tornare sui propri passi e chiedere semplicemente scusa. Tutti, anche noi, dobbiamo fare mea culpa: il mercato di gennaio ha effettivamente rinforzato la Salernitana. Sono andati via Franco, Caccavallo, Laverone e Liverani (quattro riserve), sono arrivati un portiere sicuro come Gomis, un terzino di esperienza come Bittante, un esterno offensivo di livello come Sprocati e, soprattutto, un Minala straordinariamente importante e che, da solo, ha cambiato volto al centrocampo. 

La società aveva promesso di alzare l'asticella, a oggi l'obiettivo è stato raggiunto: la Salernitana è già salva, si trova nella zona sinistra della classifica, ha 2 punti di distacco dalla zona play off, un bomber tra i primi della categoria, una difesa granitica e può vivere un finale di stagione divertendosi, senza porsi limiti nè obiettivi. E pensare che un mese fa la sconfitta di Trapani lasciava presagire scenari ben diversi: i granata, invece, hanno trasformato la contestazione in applausi diventando un vero gruppo, grazie a un allenatore meritocratico per davvero e a una dirigenza che, al netto di un malcontento eccessivo, nei fatti merita un voto alto in pagella. Fabiani, post Spal invitato addirittura a dimettersi da una parte di tifoseria, ha tanti meriti in questa rinascita: Coda lo ha portato lui a parametro zero così come Donnarumma, Vitale, Donnarumma e Bernardini, ha condotto lui la trattativa col Torino per Gomis, ha tagliato il cordone ombelicale con la Lazio "imponendo" a Lotito di dirottare a Salerno solo le prime scelte (e Minala lo è), ha monetizzato con le cessioni permettendo di investire ancora, ha saputo ricompattare lo spogliatoio nel momento più difficile scendendo in campo in prima persona.

I soliti noti parleranno di "osanna a prescindere al direttore", in verità noi cerchiamo soltanto di essere obiettivi parlando di fatti. Un anno fa, anche dopo la vittoria con l'Avellino, dicemmo che la squadra non era adeguata alla categoria e avrebbe seriamente rischiato di retrocedere, quest'anno abbiamo ribadito più volte che la rosa era assolutamente di livello. Perchè Fabiani dev'essere contestato se la Salernitana perde e non deve essere applaudito quando vince? Da lui- e non solo- ripartirà la proprietà, convinta che il ds meriti il rinnovo così come lo merita Bollini che, al netto di qualche errore (anche oggi non ha convinto la scelta di Joao Silva), ha dato un volto alla squadra trasformando tanti singoli in un'orchestra che suona la stessa musica anteponendo a tutto il bene della Salernitana. Riuscisse a recuperare anche il miglior Rosina (sin qui protagonista in negativo della stagione) si potrebbe parlare di miracolo. E di ennesimo acquisto azzeccato...

Gaetano Ferraiuolo