La tattica: centrocampo ok, i cambi risolvono la partita

In fase di non possesso un 4-1-4-1 di rottura e ripartenze, equivoco Donnarumma

Salerno.  

Diciamo la verità: quando ieri abbiamo letto la formazione iniziale siamo tutti rimasti sorpresi dalla scelta dell’allenatore di partire con Joao Silva dal primo minuto. Parlare di equivoco Donnarumma,a questo punto, non è certo fuori luogo: con il 4-3-3 l’ex Teramo è stato schierato dal primo minuto palesemente fuori ruolo, ieri, con il 4-4-2 a lui più congeniale, è rimasto in panchina a guardare i compagni, conferma del fatto che in trasferta il mister preferisce elementi più dinamici e meno statici. La scelta di Bollini, almeno teoricamente, ha una sua doppia logica di fondo: far capire che non esistono titolari e riserve e conferire fisicità all’attacco della Salernitana a cospetto di una difesa granitica come quella del Pisa. Tatticamente la partita era stata preparata in modo diverso dagli altri: i granata, soprattutto nel primo tempo, hanno badato anzitutto a non soffrire sulle cosiddette “seconde palle”, con continui raddoppi di marcatura, pressing a tutto campo, cambi di modulo mantenendo gli stessi interpreti, quattro difensori abbastanza bloccati e distanze perfette tra i reparti pur con Coda leggermente isolato, ma capace di spaziare su tutto il fronte offensivo favorendo gli inserimenti senza palla di Sprocati, Odjer e Joao Silva. Proprio su una situazione simile ecco la prima occasione dopo 50 secondi: movimento a tagliare il campo di Coda, sponda perfetta per Joao Silva che, però, perdeva il tempo per la battuta a rete e si faceva recuperare da Lisuzzo.

Senza Ronaldo in cabina di regia, la Salernitana perdeva in qualità, ma acquisiva in muscoli, temperamento e compattezza. Pur commettendo qualche fallo di troppo, la diga Odjer-Minala funzionava a meraviglia e permetteva ai due difensori centrali e ai terzini di usufruire di un fondamentale contributo in fase di non possesso, un raddoppio costante che permetteva di arginare il furioso pressing di un Pisa totalmente senza idee in avanti, confusionario nel giro palla e che ha badato come sempre a non prenderle. Preziosissimo il lavoro di Zito e Sprocati: il primo ha palesato una crescente condizione atletica applicandosi alla perfezione in entrambe le fasi, il secondo talvolta si abbassava sulla linea difensiva coprendo l’out destro quando Tuia si sganciava in avanti per battere qualche rimessa lunga. Una sorta di 4-1-4-1 che aveva l’obiettivo di recuperar palla e trasformare rapidamente l’azione da difensiva a offensiva, cosa che tuttavia non è riuscita praticamente mai per 45 minuti anche perché il Pisa portava immediatamente dieci uomini dietro la linea della palla formando un autentico muro a limite dell’area. Evidente la crescita tattica di Odjer, un autentico jolly di centrocampo che talvolta, nel 4-4-2, si disimpegna in veste di esterno atipico triangolando piacevolmente con i compagni e cercando la battuta a rete dalla distanza così come richiesto da un allenatore in grado di lavorare non solo collegialmente, ma anche singolarmente, con risultati assai apprezzabili.

Nella ripresa, per alzare un po’ il baricentro a cospetto di un avversario inesistente, il mister toglieva Joao Silva e inseriva Rosina passando ad una sorta di 4-3-3 capace di trasformarsi anche in un 4-4-1-1. E così cambiava partita e risultato: il Pisa arretrava ulteriormente, la Salernitana prendeva in mano il pallino del gioco ripartendo con maggiore disinvoltura e pericolosità, Vitale tornava a essere il terzino di spinta ammirato per tutto il campionato e anche Zito, favorito dall’insuperabile diga mediana, si sganciava in avanti sfornando cross a ripetizione. Su una giocata dell’ex Avellino ecco il gol del vantaggio: traversone dalla sinistra, spizzata di Coda e movimento perfetto di Rosina sul secondo palo per lo 0-1 decisivo, altra situazione studiata in settimana. Sul finire del match fase difensiva perfetta e capacità di respingere al mittente gli innumerevoli tentativi da palla inattiva del Pisa; i granata, anzi, chiudevano in avanti ripartendo con disinvoltura senza rischiare praticamente nulla. Voto alto a Bollini, voto altissimo a chi lo ha portato…

Gaetano Ferraiuolo