Partiamo da una premessa: a cospetto di quei soloni che continuano a considerare l'aspetto prettamente tattico molto più importante delle caratteristiche dei singoli, noi continuiamo a ritenere allenatori bravi quelli che sanno gestire i gruppi senza inventarsi nulla anteponendo a tutto la bravura dei calciatori a disposizioni a moduli, schemi, esperimenti scientifici e quant'altro. Bollini, quasi sempre, è riuscito a incidere positivamente perchè ha motivato i giocatori, ricompattato lo spogliatoio, recuperato gente apparentemente destinata ad altri lidi e dato un'organizzazione migliore alla difesa. Talvolta, però, il mister si è lasciato andare ad una serie di scelte che hanno fatto discutere: da Joao Silva titolare a Pisa all'esclusione di Donnarumma ad Avellino pur essendo Coda squalificato passando per alcune sostituzioni che hanno fatto storcere il naso al pubblico e un atteggiamento rinunciatario in diverse partite soprattutto contro le "piccole". Oggi, a Terni, contro un avversario decisamente modesto bastava davvero poco per portare a casa punti, ma la Salernitana ha sbagliato approccio, non ha saputo ripetere le prove combattive delle settimane precedenti, ha ballato dietro per 45 minuti ed è stata cambiata in corso d'opera con evidente ritardo.
Bollini, infatti, ha impiegato un'ora per capire che Improta- preferito a un Rosina crescente- era palesemente fuori partita, Coda giocava 30 metri lontano dalla porta partendo spesso dalla fascia, i terzini erano spesso in inferiorità numerica e la Ternana sfondava a piacimento sulle fasce sfiorando il raddoppio in un paio di circostanze. L'idea di base era quella di partire con un 4-3-3 propositivo, sfruttando le ripartenze di Zito,Sprocati e Improta, le sovrapposizioni di Vitale e Perico e i muscoli di Odjer e Minala a centrocampo. In realtà il primo errore tattico nasce in mediana: l'asse Ledesma-Falletti (regista a trequartista) ha avuto spazio e vita facile perchè Zito non riusciva a raddoppiare e Minala si ritrovava da solo a metà strada affidandosi spesso al fallo strategico. La Ternana, con il suo 4-3-1-2,era brava a cambiare fronte di gioco, passando da destra a sinistra grazie a una circolazione palla a terra che ha costretto la Salernitana a chiudersi nella propria metà campo senza mai ripartire come preparato in questi giorni. Solo in due occasioni, con i tagli di Sprocati, Improta si è presentato quasi a tu per tu con Aresti senza mai calciare con la necessaria cattiveria agonistica.
Al 20' il gol subito, quello che ha deciso il match. Facile puntare il dito contro il solo Bernardini (che ha marcato malissimo, obiettivamente), in realtà la prima ingenuità è di Tuia che, costretto ad abbandonare la propria posizione per l'assenza sulla destra di Perico, ha commesso un fallo inutile. E' la tredicesima volta che la Salernitana becca gol su palla inattiva, un tallone d'Achille che ha contraddistinto buona parte della gestione Bollini. Sui calci piazzati a favore, invece, i granata andavano ossessivamente alla ricerca dello schema, con tocchi corti, passaggi brevi e fraseggi inutili e irritanti che non facevano altro che aiutare la difesa umbra a riposizionarsi. Chi nella ripresa si aspettava una reazione restava deluso, nemmeno l'ingresso di Ronaldo conferiva ordine ad una manovra lenta e prevedibile. Talvolta il brasiliano ha agito da mezz'ala, mentre Minala restava davanti alla difesa per provare a contrastare un Falletti non solo trequartista, ma a volte autentica seconda punta al fianco di Avenatti quando Palombi scalava a metà campo creando una sorta di 4-4-2 atipico. Al 20' l'ingresso di Rosina per Improta e 4-3-3 con doti spiccatamente offensive, poco dopo dentro Joao Silva (e non Donnarumma, ancora una volta) per Perico e passaggio al 4-2-4 con Minala che si abbassava ulteriormente. L'ex laziale, però, si faceva espellere costringendo i granata a difendere in tre e con Vitale quasi in veste di centrale. Solo nel finale,con un'azione confusa, la Salernitana sfiorava il pareggio, ma Coda si lasciava ipnotizzare da Aresti nell'unica occasione in cui si è trovato in area di rigore. Tre passi indietro,ancora quattro punti da recuperare: nulla è perduto, ma c'è tanto da lavorare.
Gaetano Ferraiuolo
