Troppo brutta per essere vera, a tratti irriconoscibile rispetto alla squadra bella, aggressiva, organizzata e agonisticamente straripante ammirata in queste settimane e che era riuscita a trasformare rapidamente il "vergognatevi" in applausi scroscianti da parte di una tifoseria che, anche oggi, era partita in massa da Salerno per coltivare quello che resta un grande sogno. La Salernitana torna a casa a mani vuote dalla trasferta di Terni confermandosi poco incline a rimontare quando va in svantaggio, uno dei talloni d'Achille della gestione Bollini. L'allenatore, giustamente elogiato fino a qualche giorno fa per una sagace gestione del gruppo e per aver dimostrato con i fatti che il concetto di "meritocrazia" nel calcio esiste ancora, stavolta è incappato in una serie di errori di valutazione che hanno inciso negativamente sull'andamento di un match che si poteva tranquillamente vincere in considerazione del valore dell'avversario. In questo momento esperimenti e alchimie tattiche devono essere messi in secondo piano rispetto alle qualità dei singoli e Bollini deve fare le cose "normali" senza inventarsi nulla. Rosina è in crescita e sta tornando quello di una volta? Deve giocare dal primo minuto al posto di un Improta impalpabile ormai da mesi e mai determinante. Non convince ancora la gestione di Donnarumma (se non stava bene non doveva andare neanche in panchina), si continuano a subire gol su palla inattiva e il centrocampo era schierato davvero male, con Zito pesce fuor d'acqua, Odjer decentrato e Minala che cantava e portava la croce. Guai, però, a passare dalle stelle alle stalle: contro una squadra sportivamente parlando disperata, ci può stare una battuta d'arresto dopo sei risultati utili consecutivi, tutti abbinati a prestazioni importanti.
Leggendo gli altri risultati il bicchiere è sia mezzo pieno, sia mezzo vuoto: da un lato c'è la soddisfazione per aver raggiunto virtualmente la salvezza in largo anticipo e di aver mantenuto invariato il distacco dall'ottava, dall'altro aumenta il rammarico perchè Entella, Bari, Perugia e Benevento hanno perso e si potevano rosicchiare altri punti. Ora, però, il calendario sorride ai granata: lunedì arrivera all'Arechi un Latina in caduta libera, in crisi societaria, ultimo in classifica e molto più scarso rispetto a quello visto all'andata, successivamente viaggio a Vercelli contro una squadra che non subisce mai gol, ma che è abbastanza tranquilla, per di più in un ambiente che sarà presumibilmente favorevole ai granata. 6 punti che potrebbero riscrivere la storia e rendere meno amara la sconfitta di oggi, peccato che stavolta l'Arechi presenterà ampi spazi vuoti per la cervellotica scelta di giocare a Pasquetta. Se questo è il calcio che vuole riportare la gente sugli spalti, la strada non è quella giusta: l'anno prossimo si scenda in campo nella mezzanotte tra il 31 dicembre e il primo gennaio...
Gaetano Ferraiuolo
