Improta non convince, altra bocciatura per Donnarumma

Dall'inizio o a gara in corso Bollini gli preferisce spesso Joao Silva

Salerno.  

Sarà pur vero che far ruotare gli uomini a disposizione rendendo tutti partecipi del progetto è un gran merito di Bollini, ma un allenatore è bravo anche quando, senza inventarsi nulla, mette i calciatori nelle condizioni di esprimersi al meglio mandando in campo i più forti. Ieri pomeriggio, a Terni, anche il mister è finito dietro la lavagna per alcune scelte che faranno discutere e che probabilmente hanno inciso sul risultato finale. Se in mediana ci può stare l'avvicendamento tra Ronaldo e Zito (facile parlare dopo, in tanti invocavano il rientro dal primo minuto dell'ex Avellino), in avanti non ha affatto convinto la scelta di tener fuori un Rosina in evidente crescita a favore di Riccardo Improta, elemento qualitativamente indiscutibile, ma che ha fatto davvero bene soltanto a cavallo tra ottobre e novembre. Eppure Bollini nutre stima incondizionata nei suoi confronti, al punto da bloccarne categoricamente il passaggio al Benevento durante il mercato di riparazione. Col Cittadella Improta aveva giocato male, ieri ha avuto una nuova opportunità dal primo minuto che non è riuscito a sfruttare; per corsa, sacrificio tattico e impegno non si può dire assolutamente nulla (e anche in questo caso incide la scelta del tecnico di farli macinare chilometri sulla fasce snaturandone le caratteristiche offensive e limitandone quelle tecniche), ma quando si è trovato in area di rigore ha palesato limiti preoccupanti sbagliando incredibilmente anche 3-4 cross da posizione favorevole. Non a caso dopo la sua sostituzione la Salernitana ha ripreso ad attaccare pur senza brillantezza e convinzione: la sensazione è che stia incidendo negativamente anche la gestione Sannino, allenatore che lo ha letteralmente spompato non considerando che era reduce da una lunga inattività causa infortunio.

Per un calciatore sempre promosso eccone un altro sovente bocciato. Non esiste nessun caso, ma gerarchicamente Alfredo Donnarumma è ultimo nella lista di Bollini per il reparto offensivo, scavalcato anche da quel Joao Silva generoso, quanto scarsamente freddo sotto porta. Nel 4-3-3 l'ex Teramo è stato schierato fuori ruolo, nel 4-4-2 che esalterebbe le sue caratteristiche è rimasto a guardare i compagni in quel di Pisa, una contraddizione tattica palese che rischia di acuire il malcontento di un atleta che si aspettava ben altra stagione e considerazione dopo aver contribuito alla salvezza della Salernitana un anno fa. E' questo l'equivoco del campionato: perchè nessun allenatore è ripartito dalla "coppia del gol" che avrebbe portato in dote qualche punto in più? Perchè blindare Donnarumma in estate rifiutando una proposta da 900mila euro svalutandolo in corso d'opera in nome di alchimie tattiche che nel calcio contano poco? Possibile che ieri, sotto di un gol e contro una squadra rinunciataria e arroccata in difesa, il bomber napoletano non meritasse di giocare neanche 15 minuti? Domande alle quali Bollini risponderà alla solita maniera, battendo sul fatto che "non esistono riserve, ma titolari in corsa". A Donnarumma il compito di dare il massimo quando chiamato in causa (a onor del vero non sono mancati i 5 in pagella per lui quest'anno), all'allenatore quello di rivitalizzare un atleta che, in questa fase finale, potrebbe dare davvero molto alla Salernitana. 

Gaetano Ferraiuolo