La redazione di Granatissimi.Ottopagine ha proposto in questi mesi ai suoi lettori un sondaggio relativo alla Salernitana più forte di tutti i tempi. In centinaia hanno votato attraverso lo spazio riservato ai commenti o sui social network dando vita a un dibattito assai piacevole e interessante che ha messo a confronto vecchie e nuove generazioni del tifo. L'undici ideale contempla moltissimi calciatori che hanno fatto parlare l'intera Italia pallonara negli anni Novanta, una Salernitana bellissima, vincente, strascinante e guidata da un giovanissimo Delio Rossi. Ecco la vostra formazione:
Portiere:
Antonio Chimenti: staccato nettamente Daniele Balli, l'ex pipelet di Juventus e Roma è ricordato con immenso affetto per tante parate determinanti che trascinarono la Salernitana dalla C alla B. Anche in cadetteria seppe ripetersi alla grande, indimenticabili i due rigori parati ad Ancona.
Difensori
Terzini: Claudio Grimaudo-Vittorio Tosto: non c'erano dubbi che avrebbero prevalso "cavallo pazzo" e quello che, per tutti, è stato il miglior esterno basso di piede mancino dal 1919 a oggi. Di Grimaudo ricordiamo le scorribande sulla fascia, l'enorme attaccamento alla maglia, qualche gol spettacolare e le lacrime post Bergamo, di Tosto una serie di cross perfetti, un lancio da sessanta metri per Di Vaio nella sfida casalinga col Pescara e la capacità di abbinare quantità e qualità pur essendo un difensore
Centrali: Salvatore Fresi-Luca Fusco: plebiscito autentico per l'ex Inter, per eleganza, senso della posizione, classe, intelligenza tattica e bravura nell'uno contro uno un vero e proprio fuoriclasse. Suo l'ultimo gol in A, nella maledetta trasferta di Piacenza, lui il primo ad accettare il progetto Salernitana Calcio dopo il fallimento targato Lombardi, peccato che la sua favola a Salerno si sia chiusa con un alterco con mister Costantini e la seguente rescissione. Per Fusco parlano le oltre 200 presenze con la maglia granata e i due campionati vinti da protagonista
Centrocampisti
Roberto Breda: amato come regista, come capitano, come allenatore, finanche come assessore, uno di quelli che ha meritato la stima di vecchie e nuove generazioni e che in tanti sperano di rivedere sulla panchina granata in futuro. Elencare i momenti salienti della sua esperienza a Salerno richiederebbe un articolo a parte, di certo c'è che il suo legame con la città e con la tifoseria è un qualcosa che sarà sempre indelebile nella storia del calcio campano.
Gennaro Gattuso: per sua stessa ammissione è stato qui troppo poco per essere eletto tra i più forti di sempre, ma quel ragazzino che mordeva le caviglie agli avversari e che battagliava all'Olimpico e al Meazza senza paura strappando palloni a Ronaldo, Batistuta, Rui Costa e Zidane lasciò davvero tutti a bocca aperta. La sua carriera parla chiaro, nel 2006 anche un pizzico di Salerno era con lui a Berlino quando ha alzato la Coppa del Mondo
Giacomo Tedesco: esiste oggi, in B, un centrocampista più completo di lui? Probabilmente no. Il fantasista siciliano, insieme al fratello Giovanni, trascinò la Salernitana in serie A, categoria che lo ha visto crescere esponenzialmente soprattutto con la casacca della Reggina. Indimenticabile la stagione 2001-02, con l'eurogol di Messina, la prodezza contro il Cittadella e la rete nel derby con il Napoli proprio sotto la curva Sud
Trequartista
Agostino Di Bartolomei: non poteva che essere lui, l'indimenticato "Ago", un professionista umile, serio,schivo,del quale il calcio di oggi avrebbe ancora tremendamente bisogno...
Attaccanti
Giovanni Pisano-Marco Di Vaio: a distanza di pochi anni hanno fatto sognare una città, una provincia, una regione, l'Italia intera. Gol a grappoli, alcuni di splendida fattura, giocate d'alta scuola, un grande attaccamento alla maglia e quelle lacrime agli occhi ogni volta che si esultava sotto una curva che li ricorda con immutata stima. Sbaragliata l'agguerrita concorrenza, con i vari Di Napoli, Margiotta, Valese e Di Michele nettamente staccati
Gaetano Ferraiuolo
