Donnarumma:sottovalutato dai mister o sopravvalutato dal tifo?

Tiene banco il "caso": l'attaccante ha giocato poco con tre allenatori su quattro

Salerno.  

Uno degli argomenti più gettonati di questa stagione sportiva è stato senza dubbio lo scarso impiego di Alfredo Donnarumma, calciatore blindato in estate dalla società nonostante un'offerta vicina ai due miliardi delle vecchie lire, ma che non è riuscito a dare in pieno il suo contributo. Sia con Sannino, sia con Bollini, infatti, l'ex bomber del Teramo è rimasto spesso a guardare i compagni dalla panchina, complice qualche problema di natura fisica, ma probabilmente anche il discorso legato a un rinnovo di contratto chiesto espressamente da tempo malgrado la scadenza sia fissata per giugno del 2018. Il procuratore, Giuffredi, in diverse occasioni è stato chiaro: l'atleta partirà a giugno e non intende più discutere con la proprietà che, dal canto suo, non ha fretta e si riconosce il grande merito di averlo rilanciato a ottimi livelli in serie B dopo l'esperienza non felicissima di Cittadella. Analizzando quello che è stato il suo percorso a Salerno, possiamo notare che tre allenatori su quattro non lo hanno considerato un titolare inamovibile: Torrente, suo mentore in quel di Gubbio, non lo reputava idoneo al 4-3-3, Sannino preferiva il tandem Coda-Rosina con due esterni di spinta sulle fasce, Bollini ha dato più spazio a Joao Silva che a lui in questo scorcio di stagione ricordando, tuttavia, che Donnarumma lamenta problemi all'anca che rendono difficoltosi anche gli allenamenti settimanali.

Il quesito, dunque, è d'obbligo: il giocatore è sottovalutato dagli allenatori (che incomprensibilmente continuano a reputare il modulo più importante degli atleti forti) o è stato sopravvalutato da una tifoseria che ne chiede sempre e comunque l'impiego dal primo minuto al fianco di Coda per ricomporre la cosiddetta "coppia del gol"?. In effetti nel girone di ritorno dello scorso campionato mister Menichini ripartì da due attaccanti così affiatati per centrare la salvezza, una scelta dettata anche dall'assenza di alternative valide e che portò risultati importatissimi. Donnarumma e Coda, infatti, aiutarono la Salernitana a risalire la china a suon di reti e prestazioni di livello, pur alternando gol di pregevole fattura a errori clamorosi a tu per tu col portiere avversario. In teoria, con uno come Rosina alle spalle, quest'anno avrebbero potuto fare ancora meglio, ma le cose sono andate diversamente e anche a gennaio l'addio sembrava vicino per l'insistente richiesta di Bari e Foggia, pronte a tornare alla carica sin da giugno per assicurarsene le prestazioni. Lunedì, intanto, potrebbe rientrare dal primo minuto pur schierato da esterno ofensivo: a lui il compito di ripagare la fiducia della società e del pubblico, al mister quello di metterlo in condizione di sciorinare il meglio del suo ampio repertorio.

Gaetano Ferraiuolo