Dai fischi all'ovazione: 33 volte Massimo Coda

Oggi Salerno saluta il suo bomber, capace di riconquistare anche i più scettici

Professionalità, umiltà e tanti gol: così Coda ha risposto alle critiche

Salerno.  

"Si chiama Massimo Coda...e segna sempre lui" cantava l'Arechi un mese e mezzo fa, quando il popolo granata decise di portare in trionfo un calciatore che, nel tempo, è stato capace di riconquistare anche i più scettici a suon di gol e prestazioni importanti. L'ultima rete con la maglia della Salernitana avrà sempre un sapore speciale; si giocava il derby con l'Avellino e il centravanti cavese sbloccò il risultato con un sinistro al volo di rara potenza e precisione imprendibile per il portiere biancoverde, una prodezza che fece impazzire la curva Sud e che permise al cavalluccio marino di sbranare il lupo per il secondo anno consecutivo. In tanti si aspettavano di riabbracciarlo nuovamente ad agosto, in concomitanza con l'inizio di una stagione ricca di soddisfazioni e nella quale la Salernitana avrebbe dovuto dichiaratamente lottare per il salto di categoria. Nulla di tutto questo è avvenuto e la società, nell'ottica del ridimensionamento, ha deciso di cederlo immediatamente per fare cassa e per ripianare il buco da 1,5 milioni di euro che tanto spaventa Lotito e Mezzaroma.

Siamo stati i primi a parlarvi della trattativa con il Benevento, operazione avviata già durante lo svolgimento dei play off e che ha visto il presidente Vigorito assoluto protagonista. E' stato lui a sbloccare l'operazione recandosi appositamente a Roma per parlare con Lotito, mettendo sul tavolo soldi e non chiacchiere e dimostrando tutta la propria stima nei confronti di un attaccante che, a 29 anni, non poteva certo lasciarsi sfuggire l'occasione della vita: stipendio alto, contratto pluriennale, possibilità di giocare vicino casa, piazza importante e società solidissima alle spalle, cosa chiedere di più? La Salernitana perde un bomber vero, uno di quelli che si è preso da solo il peso sulle spalle dell'attacco salvando i granata dalla retrocessione in Lega Pro. Eppure il suo arrivo aveva fatto storcere il naso a tante persone, condizionate dalla telenovela Maniero (alla lunga la scelta di Fabiani si è rivelata azzeccata) e da un avvio tutt'altro che incoraggiante coinciso con molti 5 in pagella e con alcuni gol clamorosamente falliti. A gennaio del 2016 anche Lotito mostrò un certo disappunto per le performance di Coda, ma una chiacchierata chiarificatrice sbloccò definitivamente l'attaccante che, da quel momento in poi, segnò gol a grappoli permettendo anche a Donnarumma di crescere e fare strada.

Quest'anno la definitiva consacrazione: no alla A sin dall'estate, prestazioni sempre importanti, nessun individualismo, tanto sacrificio anche per i compagni e gol di pregevole fattura. Dal tiro al volo di Ferrara alla punizione con la Ternana passando per la doppietta di Frosinone, la magia con lo Spezia e il colpo di testa contro il Verona dinanzi a 20mila spettatori, nel mezzo tanti assist, un lavoro oscuro fondamentale e la stima incondizionata di società, dirigenza e staff tecnico. Solo gli stolti non cambiano idea e lui è riuscito a portare quasi tutti dalla propria parte con un atteggiamento sempre positivo e propositivo. Salerno non perde soltanto un attaccante di qualità per la B, ma soprattutto un professionista serio e un bravo ragazzo. Siamo certi che i tifosi continueranno a seguirlo con simpatia anche l'anno prossimo, quando dovrà dimostrare di poter fare la differenza anche in serie A.

Gaetano Ferraiuolo