Davvero strano il destino, soprattutto quando si parla di calcio: a 15 minuti dalla fine il tecnico della Salernitana Alberto Bollini aveva praticamente la valigia pronta con biglietto di sola andata direzione Poggio Rusco a causa del gol rocambolesco di un giocatore, Laverone, che esattamente un anno fa non rientrava in pieno nei suoi piani. Una beffa in piena regola, proprio come accadde a Torrente con Sciaudone nel 2016. Per fortuna, però, questa squadra ha tirato fuori gli attributi azzannando un lupo ormai troppo convinto di aver conquistato i tre punti, ma che si è dovuto inchinare alla superiorità tecnica e fisica di una Salernitana che ha strameritato la vittoria e che si ritrova incredibilmente a tre punti dalla vetta in virtà di una classifica quanto mai aperta a ogni tipo di verdetto. Tatticamente potremmo sintetizzarla così: Novellino ha prevalso su Bollini per quanto riguarda l'undici iniziale e l'approccio ai due tempi, Bollini ha stracciato Novellino per la lettura della gara e per le sostituzioni fatte in corso d'opera, merito dei "titolari in corsa" che stavolta hanno saputo incidere per davvero.
La riflessione, comunque, è sempre la stessa: il fatto che la Salernitana inizi a giocare un gran calcio quando si trova sotto di 2 gol significa che si esprime il massimo del potenziale soltanto quando saltano gli schemi e le direttive del tecnico e prevalgono altri aspetti? In questo caso è giusto considerare ancora in bilico Bollini nonostante lo storico successo di ieri. Del resto, più che parlare di sostituzioni azzeccate, si potrebbe tranquillamente sostenere che è stata sbagliata la formazione di partenza; non è bastata la lezione con l'Ascoli per capire che la Salernitana- come tutte le altre squadre del mondo- non può produrre gioco se si schiera con due centrocampisti centrali di rottura e con caratteristiche quasi uguali. E' bastato inserire Ricci, affiancare un attaccante all'isolato Rodriguez e ridisegnare le catene di destra e sinistra per fare un sol boccone dell'avversario e vincere meritatamente una partita che si era messa malissimo e che è terminata in gloria anche grazie all'ottima condizione fisica della squadra, un merito indiscutibile del mister e del suo staff che certifica la qualità del lavoro svolto in ritiro.
Riavvolgiamo il nastro e analizziamo la gara. Salernitana in campo con il 3-4-3: dinanzi a Radunovic (giustamente riproposto tra i pali), spazio a Mantovani, Bernardini e Schiavi, con Kiyine e Vitale esterni e la diga Minala-Odjer al centro, in avanti Cicerelli e Sprocati al fianco di Rodriguez, con Bocalon e Rosina in panchina. Novellino ha risposto con in consueto 4-4-2, tenendo fuori Asencio in favore del più esperto Castaldo e disegnando una squadra dedita alla ripartenza e al gioco sulle corsie esterne. L'avvio era di marca biancoverde, merito dei continui movimenti del tandem offensivo che riusciva a favorire le sovrapposizioni di Rizzato a destra e Laverone a sinistra, entrambi molto propositivi, ma talvolta imprecisi al momento del cross. Se Schiavi era bravissimo ad annullare Ardemagni e Bernardini giocava di raddoppio con Vitale, Mantovani soffriva la fisicità di Castaldo e il primo pericolo arrivava proprio da uno stacco imperioso del bomber irpino ben disinnescato da Radunovic. Il giovane difensore era bravissimo a cambiare modo di giocare anche su indicazione del mister: all'uno contro uno aereo veniva preferito il gioco pulito d'anticipo, con Minala in posizione più arretrata per dare una mano e Schiavi sempre lesto nel raddoppio di marcatura.
Finalmente Rosina, sul primo gol dei lupi schema studiato da Novellino
Con il passare dei minuti la sfida è diventata più equilibrata, ma la Salernitana regalava una fascia all'avversario: sulla destra, infatti, si chiedeva costantemente a due calciatori teoricamente d'attacco di difendere e provare a ripartire senza nessun riferimento nè al centro, nè in avanti, con innumerevoli palloni inevitabilmente persi da Kiyine e Cicerelli, apprezzabili comunque per la personalità dimostrata in un ambiente così ostile. Il copione era sempre lo stesso; conscia dell'assenza di un regista, la Salernitana si basava sul lancio di Bernardini per Sprocati, bravo saltare l'uomo e ad aprire il gioco sulla sinistra per Vitale, cui cross finivano nella terra di nessuno nonostante il lavoro sfiancante dell'ottimo e preziosissimo Rodriguez. L'Avellino aveva il demerito di non alzare il ritmo e rischiava addirittura la capitolazione sugli sviluppi di una punizione ben calciata da Vitale e deviata prodigiosamente in angolo da Radu.
Nella ripresa ottimo approccio dei lupi e due gol in rapida successione: il primo da palla inattiva (schema provato in allenamento,con Ardemagni a far muro su Bernardini per favorire l'inserimento di Kresic, dimenticato anche da Vitale), il secondo con un tiro di Laverone deviato in rete da Odjer. Da lì inizia un'altra partita, con la Salernitana disposta prima con il 4-3-3, poi con il 4-2-4: Mantovani terzino destro, Vitale a tutta fascia a sinistra,Ricci al fianco di Minala (ci sono voluti 70 minuti per capirlo), Rosina a destra e Bocalon insieme a Rodriguez in avanti. L'Avellino, di fatto, non ha capito più nulla, anche perchè gli esterni si abbassavano troppo e nel quattro contro quattro i granata si mostravano decisamente superiori dal punto di vista tecnico e del palleggio. Trovato il 2-1 con Rodriguez, gli ospiti si rendevano pericolosissimi in almeno altre tre circostanze prima della perla di Sprocati e del sacrosanto 2-2.
Finita così? Macche! L'Avellino, ancora scosso, non riusciva a trovare le contromisure necessarie, con Di Tacchio che non chiudeva le linee di passaggio in verticale, Rizzato sovrastato da Rosina e Bidaoui- entrato al posto di Ardemagni- pesce fuor d'acqua nel 4-5-1 predisposto dall'allenatore. Il 2-3, in inferiorità numerica, è da applausi: giocata da campione di Sprocati, errore di Molina nell'interpretazione della tattica del fuorigioco, perfetto Minala a restare freddo per il gol della vittoria. La sensazione è che questa squadra, se messa bene in campo, possa davvero battere chiunque, ma quando un gruppo rimonta queste partite significa che è dalla parte del tecnico.
Gaetano Ferraiuolo
