Schiavi, Rosina, Sprocati, Minala: la risposta agli scettici

Il loro arrivo era stato accompagnato da ironie sul web, ora sono un valore aggiunto

Salerno.  

Esaltare ora le ottime performance di Schiavi, Sprocati, Minala e Rosina è esercizio abbastanza semplice, del resto è sotto gli occhi di tutti che la gara di Avellino è stata vinta anche grazie al loro fondamentale contributo. Il difensore di Cava, riconfermato in estate dopo un lungo tira e molla, già da diverse settimane sta guidando la difesa con bravura permettendo a un giovane come Mantovani di crescere e di scendere in campo senza paura e con l'atteggiamento giusto. Di Minala e Sprocati abbiamo ampiamente detto sin dalla prima giornata: sono loro, probabilmente, gli unici due elementi imprescindibili nell'undici titolare, calciatori ancora molto giovani e che hanno un futuro assicurato anche in categorie superiori, si spera con la maglia granata. Finalmente s'è destato anche Rosina, l'anno scorso passato in poco tempo da colpo di mercato a oggetto misterioso anche a causa della pessima gestione operata da Sannino. In irpinia il suo ingresso ha cambiato volto al match e dai suoi piedi sono nate numerose azioni pericolose, con l'assist decisivo a Rodriguez e un contributo a tutto campo che ha mandato in tilt la retroguardia avversaria.

Sul web, ovviamente, i soliti soloni senza argomenti avevano già etichettato i quattro assi granata come "bidoni" targati Fabiani-Lotito per risparmiare soldi. Ricordate l'ironia che accompagnò l'arrivo a Salerno di Minala? Oppure lo scetticismo nei confronti di Sprocati, perchè "uno che fa la riserva della Pro Vercelli, come può mai fare la differenza a Salerno?". I più, invece, avevano già bollato Schiavi come elemento di disturbo all'interno dello spogliatoio e giocatore da cedere immediatamente, in realtà la sua esultanza dopo ogni gol della Salernitana fa trasparire un grande attaccamento alla maglia e conferma il suo ruolo da leader nel gruppo. Su Rosina spendiamo qualche parola a parte. Siamo stati i primi, quando firmò, a dire che le esperienze Foggia-Gabionetta insegnavano che era fondamentale aspettare il suo rendimento prima di esultare. L'anno scorso siamo stati accusati di averlo difeso a prescindere anche quando collezionava 5 in pagella, ma cosa si può rimproverare a un calciatore che, non più giovanissimo, accetta di correre per tutto il campo a caccia di palloni giocabili fungendo quasi da centrocampista aggiunto, con numeri che parlano di 7 gol e 7 assist?

La sfortuna lo sta perseguitando: il ritiro, stavolta, l'aveva svolto per intero, ma si è fatto male dopo la prima giornata e Bollini è stato bravo a inserirlo gradualmente. Ad Avellino, per mezz'ora, si è visto il vero Rosina: efficace nei dribbling, presente negli ultimi 20 metri, bravo nell'uno contro uno, a serviio della squadra con umiltà e spirito di sacrificio. Per il web è l'ex giocatore preso per far sottoscrivere gli abbonamenti, per noi e per chi mastica davvero calcio è quel potenziale fuoriclasse che va messo in condizione di esprimersi al meglio. La morale della favola resta sempre la stessa: basta giudicare con pregiudizi a priori, il campo è l'unico giudice. E stavolta ha smentito chi, oggi, dovrebbe almeno chiedere scusa per aver massacrato società e dirigenza per aver "preso ex giocatori che non servono a nulla". 

Gaetano Ferraiuolo