L’avversario, Salvini: sarà spettacolo fuori e dentro al campo

Il dirigente del Frosinone parla del momento dei canarini e della prossima sfida con i granata

Salerno.  

La Salernitana deve metabolizzare il prima possibile la gioia del derby vinto domenica scorsa, e preparare al meglio una gara altrettanto impegnativa: sabato all’Arechi ci sarà il Frosinone di Longo. I ciociari sono secondi in classifica, nonostante non riescano a vincere da ben quattro giornate. Proprio da questo punto è iniziata la nostra intervista al direttore dell’area tecnica dei giallazzurri, Ernesto Salvini, il quale ha commentato:

«L’unica partita in cui il risultato negativo c’è tutto, perché non abbiamo fatto una prestazione degna rispetto alle altre volte, è stata la sconfitta di Novara, anche se molti dei meriti vanno dati agli avversari. Con Perugia e Cremonese abbiamo prodotto tanto, mentre con il Palermo è stata una partita a scacchi difficilissima. Questa striscia senza vittorie è figlia anche di una serie di combinazioni, una di queste è stata sicuramente non poter schierare quasi mai lo stesso undici iniziale, e sotto questo aspetto non siamo sicuramente al top nemmeno ora. Da una parte siamo dispiaciuti di non aver vinto nelle ultime quattro gare, ma se parliamo di prestazioni, la squadra, fatta eccezione per la gara contro il Novara, ha sempre offerto buone prove».

Il Frosinone non è stato al top, ma nessuna squadra fin qui, in 9 giornate, ha dimostrato di essere nettamente superiore alle altre, campionato livellato verso l’altro o verso il basso?

«Io continuo a dire verso l’alto. Se l’analizziamo, fin ora è stato un campionato simile a quello delle precedenti stagioni, l’unica cosa che manca è quella squadra che ti vince le 4-5 partite di fila e che automaticamente ti crea il “buco” con il gruppetto dietro. Non essendoci quella squadra, la classifica si presenta corta, solo che quest’anno anche il vertice è incerto. A mio avviso, ripeto, è livellato verso l’alto, perché sicuramente ci sono diverse compagini importanti, e poi non riesco ad identificare la solita squadra cuscinetto, proprio perché tutte si sono migliorate».

L’obiettivo del Frosinone è la promozione diretta, soprattutto dopo la beffa dei play-off persi nel maggio scorso. C’è rammarico per non aver raggiunto il traguardo già nella passata stagione, in un campionato decisamente meno ostico?

«Noi abbiamo una prerogativa: fin quando il Presidente ci dà l’opportunità di poter condurre campionati sopra la media, siamo ben contenti di creare organici importanti per far divertire i tifosi e per fare il meglio possibile. Questo, però, non ci autorizza ad avere una spada di Damocle sulla testa che ci impone di dover vincere a tutti i costi il campionato. Siamo una realtà medio piccola e continuiamo ad esserlo. È vero che il nuovo stadio, ed avere una proprietà importante, ci mette un po’ sotto i riflettori. Così come avere una rosa competitiva e l’aver condotto stagioni importanti nel recente periodo, ci carica di pressioni esterne, ma il nostro obiettivo resta quello di fare bene fino alla fine, e se riusciremo a ritornare in massima serie dalla porta principale, ben venga».

Sabato c’è la Salernitana. L’Arechi sarà ancora in festa dopo la vittoria nel derby, teme questo fattore e che gara si aspetta?

«Mi aspetto una gara bella, e credo che la vittoria ad Avellino abbia fatto conquistare una certa serenità sia ai giocatori che al tecnico. Questo sarà sicuramente un vantaggio in primis per loro, e poi per lo spettacolo in generale. È una piazza che ho sempre rispettato per le figure lavorative che ha avuto nel passato, ed è per questo che ho sempre visto Salerno con occhi predisposti alla simpatia. Tornare in quello stadio mi darà sensazioni particolari, perché è una piazza importante, con una tifoseria altrettanto importate. Ritengo ci siano tutte le premesse per assistere ad una bella giornata di calcio».

 

 

Simone Gallo