"La curva Sud è il vero bomber della Salernitana". Basterebbe questa frase di Arturo Di Napoli per far capire a tutti quanto la componente Arechi possa essere determinante per le sorti del cavalluccio marino. E pensare che c'è ancora chi sostiene che parlare di "dodicesimo uomo" sia soltanto retorica e che la tifoseria sia soltanto una "cornice" che assiste ad un evento sportivo senza incidere in alcun modo su quanto accade sul rettangolo di gioco. Andatelo a spiegare tutte le big del calcio italiano che, a Salerno, hanno perso punti fondamentali imbattendosi in un muro umano capace di far tremare le gambe anche a giocatori abituati a palcoscenici internazionali e che si sono dovuto inchinare a cospetto di una delle curve più appassionate d'Europa. Anche in questo campionato, sia in casa sia in trasferta, la torcida granata ha saputo incidere notevolmente sulle sorti di partite apparentemente compromesse: è accaduto, ad esempio, contro Ternana, Pescara, Parma, Avellino e Novara, con la Salernitana che ha avuto davvero la sensazione di giocare in superiorità numerica grazie all'apporto di una delle poche piazze italiane a poter davvero spostare gli equilibri per passione e trasporto emotivo.
Dal 2003 a oggi oltre il 60% dei gol decisivi attaccando sotto la Sud
Per far capire quanto lo stadio amico possa essere fondamentale, vi proponiamo un'inedita statistica che renderà perfettamente l'idea. A partire dalla stagione 2003-04 (la prima con la Nord chiusa quasi sempre al pubblico locale) fino alla sfida contro il Frosinone la Salernitana ha segnato in casa 400 gol, bottino che sale a 424 se si prendono in considerazione anche le sfide di coppa Italia, play off, Supercoppa e play out. Di questi, ben 240 sono arrivati attaccando sotto la curva Sud, una percentuale vicina al 60%; i dati sarebbero ancora più rilevanti se ci limitassimo ad analizzare soltanto il lustro targato Lotito-Mezzaroma, con la Salernitana capace di vincere trofei e campionati soprattutto grazie all'apporto del pubblico. Basti pensare che nella stagione 2014-15, quella della promozione in B, 24 gol su 34 (ben oltre il 60%) sono arrivati sotto la Sud, quasi sempre con risultati completamente ribaltati. Le uniche due sconfitte interne, inoltre, si sono materializzate quando la Salernitana ha attaccato sotto la Nord nei secondi 45 minuti: è accaduto con il Lecce (1-0 per i granata all'intervallo, gol di Calil) e col Matera.
A questo punto è fondamentale ripristinare la legge dell'Arechi, uno stadio che in passato ha saputo regalare giornate indimenticabili a una Salernitana in grado di battere, tanto per fare un esempio, Juventus, Inter, Roma e Lazio e di aggiudicarsi quasi tutti i derby anche quando, per organico e classifica, non partiva certo favorita. Altro dato: nell'era Lotito-Mezzaroma, in gare ufficiali, la Salernitana ha giocato 129 partite casalinghe totalizzando 111 risultati positivi: 71 vittorie, 40 pareggi e appena 18 sconfitte. Solo l'anno scorso il fortino Arechi ha fruttato appena 35 punti, un dato relativamente basso in virtù delle quattro sconfitte collezionate contro Vicenza, Carpi, Spal e Frosinone, in tre casi su quattro anche a causa di evidenti sviste arbitrali. Ora, dunque, è importantissimo sfruttare l'entusiasmo generale per pigiare il piede sull'acceleratore. La prevendita prosegue a rilento e non c'è stata l'impennata auspicata, ma i dati e la storia confermano che a Salerno la curva può far fare gol in qualunque momento ed è necessario che tutti, sabato pomeriggio, indossino per davvero la maglia numero 12 dal riscaldamento fino al novantacinquesimo. All'Arechi nulla è impossibile!
Gaetano Ferraiuolo
