Loschiavo: "In altri tempi derby da 30mila spettatori"

Il dg: "Il calcio è cambiato, rispetto per il mondo ultras. Pronostico? 1-1"

Salerno.  

Durante la trasmissione Derby in onda ieri sera su OttoChannel (canale 696 del digitale terrestre) è intervenuto in studio il doppio ex della sfida in programma tra poche ore allo stadio Arechi tra Salernitana ed Avellino. Pur avendo chiuso la sua esperienza in granata con l'amaro epilogo del fallimento all'epoca di Lombardi, Antonio Loschiavo ricorda con affetto Salerno e la sua tifoseria. Ecco uno stralcio delle sue dichiarazioni: "Oggi si gioca una gara molto particolare e che sfugge ad ogni pronostico. Sono due squadre che devono guardarsi alle spalle, ma questo campionato insegna che due vittorie consecutive possono permettere di volgere uno sguardo anche in avanti. Ovviamente non bisogna fare voli pindarici, ma nemmeno escludere a priori situazioni interessanti. A prescindere dalla classifica un derby è sempre un derby, entrambe le tifoserie sperano di vincere la gara e ci sono tutti i presupposti per divertirsi e assistere ad un grande spettacolo in campo e sugli spalti”.

Inevitabilmente si parla della tragedia Astori:A Benevento ho vissuto l’esperienza Imbriani, sono cose che non si superano certo in tempi brevi. Il ricordo è sempre vivo, stavolta siamo ancora più colpiti perché è morto un ragazzo apprezzato per la sua semplicità, che ha sempre avuto un comportamento impeccabile come le testimonianze internazionali dimostrano. Van Basten è giunto appositamente in Italia per partecipare ai funerali, questo fa capire tante cose e smuove le coscienze. Il calcio è bello, ma le vere cose che contano nella vita sono altre”. Si ritorna a parlare di calcio e del derby: "E’ giusto che ci sia una sana rivalità, lo sfottò è il sale del calcio. Negli ultimi anni mi sembra che gli ultras siano stati impeccabili sia a Salerno, sia ad Avellino. C’è sempre stato rispetto, non si è mai andati oltre la coreografia spettacolare o il coro di scherno. Il “pericolo” è il tifoso da tastiera, quello occasionale che va ogni tanto e che magari crea anche problemi. Il mio rispetto va a tutto il mondo ultra che, settimanalmente, sui campi dimostra di avere la mentalità giusta”. Sulla Salernitana e sul futuro di Colantuono: “Dopo una lunga serie di risultati negativi finalmente è arrivata una vittoria, credo che un ulteriore passo falso al Del Duca avrebbe potuto comportare l’esonero. Vincere ad Ascoli non è mai semplice e senza dubbio il gruppo avrà ritrovato l’autostima necessaria, ma non basta certamente per dirimere i dubbi della dirigenza sulla guida tecnica. Bisogna dare continuità a quel risultato, Colantuono metterà da parte tutti i suoi ricordi da ex e si concentrerà esclusivametne su quella partita bisogna capire se questa sosta ha penalizzato o meno l’Avellino. E’ difficile individuare un calciatore che possa fare la differenza. All’andata l’ingresso di Rosina fu decisivo e fece saltare tutti i piani"

Proprio sui lupi l'esperto dirigente risponde così: “Contro Empoli e Novara la squadra ha dimostrato di essersi ritrovata anche dal punto di vista fisico, i risultati aiutano a lavorare durante la settimana e permettono al mister di trovare la quadratura del cerchio anche per quanto riguarda la formazione. Non dimentichiamo che Novellino spesso ha dovuto fare i conti con l’emergenza infortuni e non è una situazione semplice. Sono un grande estimatore di Bidaoui, Ardemagni non ha segnato molto quest'anno, ma insieme a Castaldo compone sempre un tandem interessante. La rosa è assortita bene, potranno sicuramente fare bella figura all'Arechi". Novellino ha parlato in conferenza stampa, il collega Colantuono no. Scelta che non è piaciuta a Loschiavo: “Per esigenza ho attuato il silenzio stampa, ma quando non c’è contraddittorio diventa pericoloso. Con i social si possono dire tante cose e si rischia di destabilizzare se non c’è una società che, al contrario, dovrebbe evitare che possa essere alimentato un pettegolezzo. Sono situazioni che personalmente non mi sento di condividere, quando le cose non vanno bene le critiche fanno parte del gioco”.

Poi una riflessione: “Tra squadre del Sud c’è sempre l’abitudine di farsi la guerra, a me è capitato tantissime volte al Nord un atteggiamento completamente diverso quando la classifica imponeva maggiore solidarietà. Sono d’accordo anche con quei telespettatori che dicono che sono due piazze che meritano una categoria superiore. Il vero calcio era quello di un tempo, oggi è altro. Quando svuoti gli stadi e allontani ragazzi e famiglie dagli spalti non è calcio. Il Napoli, in C1, portò 80mila spettatori per una finale play off, contro la Roma c’erano 40mila tra paganti ed abbonati. In altri tempi ci sarebbero stati 25-30mila tifosi per Salernitana-Avellino, purtroppo le cose sono completamente cambiate e questa cosa mi rende triste. Forse c’è qualcuno che dall’alto muove i fili affinché lo spettatore preferisca la tv e non gli spalti. Avellinesi e salernitani, al di là della rivalità calcistica, si frequentano durante l’anno per motivi extra e non sono liberi di assistere insieme alla partita nel medesimo settore per restrizioni che faccio fatica a capire”

Gaetano Ferraiuolo