Avallone, la vittoria è anche sua. Esultanza e gioia speciale

Da salernitano ha saputo responsabilizzare e guidare il gruppo

avallone la vittoria e anche sua esultanza e gioia speciale
Salerno.  

Che Salvatore Avallone sia una delle certezze della Salernitana versione 2017-18 è cosa nota, del resto in diverse occasioni abbiamo avuto modo di elogiare un dirigente con trascorsi calcistici assai importanti e che ha sempre messo a disposizione del gruppo la sua grande esperienza confermandosi un professionista preziosissimo e che ben ha fatto il ds Fabiani a riportare a Salerno dopo l'addio tra mille punti interrogativi dell'era Lombardi. Punto di riferimento dentro e fuori il rettangolo verde soprattutto per i calciatori più giovani e che all'inizio hanno faticato ad ambientarsi in una piazza calorosa, ma assai complessa, il team manager ha contribuito negli anni alla crescita della società collaborando alle operazioni di mercato (vedi Moro nel 2015), isolando gli allenatori dalle critiche quando necessario e partecipando con entusiasmo alle varie attività dei club organizzati, una sorta di collante tra la proprietà e la tifoseria che serviva come il pane a questa Salernitana. Quello di domenica è stato anche il suo derby, lui che, da salernitano, ha saputo emozionarsi e allo stesso tempo viverlo con il giusto distacco per non caricare ulteriromente l'ambiente e per permettere ai calciatori di allenarsi con serenità e senza eccessive pressioni sulle spalle. Si notava anche dalla tribuna, però, che Avallone non vedeva l'ora di gioire per un successo troppo importante per la classifica e per il morale; il suo scatto da centrometrista per abbracciare Kiyine e Sprocati dopo le reti del trionfo è una delle fotografie più belle di una domenica da ricordare, altrettanto significativo l'intervento sotto la curva quando l'ex Laverone ha acceso gli animi proferendo qualche parolina di troppo in uno stadio che, da protagonista, ha visto raramente e spesso dalla panchina. Non è la prima volta che Avallone si lascia andare ad esultanze stile ultras che gli hanno permesso di acquisire ulteriormente punti nel cuore della gente: come dimenticare i cori nello spogliatoio dopo il derby vinto l'anno scorso (quando con signorilità lanciò il guanto di sfida ad Eusepi che pensava di vincere senza problemi a Salerno), il gesto ironico verso Caputo in un infuocato Salernitana-Entella, quella sciarpa granata indossata sempre con orgoglio e senso di appartenenza. Se la Salernitana ha vinto, dunque, lo deve anche a chi, come lui, pur dietro le quinte ha preparato la settimana in modo praticamente perfetto.

Gaetano Ferraiuolo