Errori, limiti e sfiducia: il progetto Salernitana si sgretola

In salita la strada per i play-off: per il centenario Salerno si aspettava qualcosa di diverso

errori limiti e sfiducia il progetto salernitana si sgretola
Salerno.  

L’incredibile errore di Micai è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Ma il problema della Salernitana va ricercato molto più a fondo. Anche contro il Benevento la squadra di Gregucci ha palesato gravi limiti in fase di costruzione del gioco che non possono essere più giustificati con un Arechi che mette pressione ai granata. Farlo sarebbe riduttivo e, probabilmente, significherebbe continuare a nascondere la polvere sotto il tappeto. Perché, senza voler entrare in tatticismi che non competono a chi fa informazione, appare fin troppo evidente che il nuovo spartito poco si addice alle caratteristiche degli uomini che Gregucci ha a disposizione. Jallow continua ad agire lontanissimo dall’area di rigore, Djavan Anderson non sembra avere i numeri del trequartista e il solo André Anderson non riesce a colmare le lacune di un attacco asfittico che, in due partite, è riuscito a tirare in porta con il contagocce. Limiti palesati anche dal centrocampo dove, con l’assenza di Akpa Akpro (costretto a uscire per infortunio nelle ultime tre gare disputate) e con Di Gennaro non ancora al meglio della condizione, manca un elemento in grado di dare geometrie alla manovra granata. È per questo, probabilmente, che Gregucci avrebbe preferito avere un altro rinforzo in mediana dal mercato di gennaio. Vero è che la Salernitana ha provato a chiudere la tripla operazione con il Parma per portare in granata oltre che Calaiò anche Dezi e Ceravolo ma, forse, sarebbe stato preferibile muoversi con anticipo e non arrivare agli ultimi tre giorni di trattative, come richiesto pubblicamente dal tecnico dopo l’amichevole con il Rieti.      

Sta di fatto che l’andamento negativo ha trasformato l’Arechi da fortino a terra di conquista (4 sconfitte nelle ultime 5 gare casalinghe), rendendo sempre più difficile la strada verso i play-off. Ancor di più perché all’orizzonte ci sono due trasferte consecutive (Ascoli e Verona) che risulteranno decisive per il futuro del cavalluccio marino. A Gregucci il compito di provare a cambiare qualcosa (sia in termini di modulo che di uomini) per provare a ricavare il massimo dalla doppia sfida lontano dall’Arechi. Magari anche sfruttando il rendimento migliore che, fin qui, il tecnico pugliese è riuscito ad avere in trasferta (una vittoria e due pareggi).

In un contesto (sportivamente) delicato, s’inserisce il clima di sfiducia che, ormai da tempo, aleggia sulla città. La tifoseria anche ieri, dopo il ko con il Benevento, ha manifestato tutto il proprio malcontento per una stagione che si sta rilevando ben al di sotto delle aspettative. Nell’anno del centenario Salerno si aspettava qualcosa di diverso. Sia chiaro: gli investimenti della proprietà non sono mancati (soprattutto in estate) ma, evidentemente, si stanno rivelando poco funzionali al progetto del cavalluccio marino. Un progetto che avrebbe dovuto far sognare e che, invece, sul campo si sta sgretolando come un castello di sabbia costruito in riva al mare. C’è tempo per provare almeno a salvare il salvabile e a ritrovare un’unità d’intenti. Ma nell’anno del centenario non basterà soltanto soffiare sulle candeline…