Salerno rivive il mito del "Vianema" con l'ex ct Ventura

Il tecnico a Salerno: «In passato sono stato vicino alla Salernitana, in futuro chissà...»

salerno rivive il mito del vianema con l ex ct ventura
Salerno.  

«Calaiò mi ha fatto perdere i capelli per un rigore sbagliato che mi costò la panchina del Napoli, prima avevo i capelli come Little Tony». Rompe il ghiaccio con una battuta Gian Piero Ventura, ex ct della Nazionale che nel pomeriggio ha presenziato al convegno su Gipo Viani, evento a cura di 100XCento Granata, condotto da Franco Esposito e Roberto Guerriero. Oltre a "mister Libidine", all'Hotel Mediterranea c'era anche Giorgio Viani, il figlio di Gipo, inserito pochi giorni fa nella Hall of Fame del Calcio Italiano a Firenze e allenatore della prima storica promozione della Salernitana in serie A. Presenti, oltre a tanti figli dei calciatori di quella squadra (Antonio Valese, Vincenzo Volpe, Vincenzo Margiotta), anche il team manager Salvatore Avallone e lo stesso Calaiò, che non ha potuto far altro che sorridere alla battuta del suo ex tecnico. 

Si è parlato del Vianema, innovativo sistema di gioco che ha sdoganato il ruolo del libero, figura che ha fatto le fortune del calcio italiano, quello della perfetta organizzazione difensiva e capace di innovare come solo Sacchi è riuscito a fare un trentennio dopo. Ha mimato il Vianema con gli stuzzicadenti Giorgio Viani, proprio come faceva papà Gipo con i suoi calciatori al ristorante. «Avevo poco più di dieci anni - racconta -, mi vengono gli occhi lucidi, ricordo la fiumana di gente che invase il campo nell'ultima partita che decretò la promozione in serie A. Un abbraccio totale alla squadra, a mio padre, spero che ritornino i tempi belli per la Salernitana, questa città mi è rimasta nell'anima». Ricordi e cimeli del passato, ma anche un occhio al futuro, con Ventura accostato alla squadra di Lotito e Mezzaroma. Il trainer ligure, però, ha preferito sviare ogni discorso. «Sono stato vicino una volta, ma tanti anni fa. Forse non eravate ancora nati, ora non c'è niente, non ho sentito la società, e non è questo il momento di parlarne, tra dieci anni chissà...». Prima di andare via, però, Ventura è stato omaggiato con un ippocampo di ceramica, concedendosi agli scatti dei fotografi imbarazzato. Futuro dribblato, almeno per ora...