La trattativa tra Danilo Iervolino e Cristiano Rufini va verso il nulla di fatto. Oggi, scadenza dell’accordo preliminare sottoscritto lo scorso 14 marzo, non arriveranno le firme sull’accordo per la cessione della Salernitana. Considerati insormontabili gli ostacoli che avevano portato una prima e una seconda data per la chiusura della trattativa andate a vuoto. Anche oggi dunque non si arriverà alla sottoscrizione del rogito per il passaggio delle quote dalla Salerno Coast Investment Srl al Gruppo Antarees Srl.
Iervolino ancora al timone
Il club resta dunque nelle mani di Danilo Iervolino. La volontà del patron resta quella di cedere, altri imprenditori avrebbero bussato alla porta del patron di Palma Campania, ma le condizioni e anche la situazione intorno al club sono cambiate. La tifoseria si è stretta alla squadra che ora prova a trovare giovamento da un clima d’unione mancato nel momento topico della stagione. E soprattutto anche Iervolino ha incassato i messaggi arrivati dalla piazza. Si avrà maggiore tempo per impostare una nuova trattativa anche con nuovi imprenditori.
I motivi della rottura
Insuperabili i nodi quando ci si avvicinava alla sottoscrizione dell’accordo definitivo. Gli ultimi, secondo una tabella temporale, hanno minato la fumata bianca: due i punti che Iervolino avrebbe voluto risolvere prima del via libera. Il primo è legato all'aumento di capitale di Antarees, arrivato nel pomeriggio di martedì. La cifra (1,25 milioni di euro) sarebbe stata poi versata dopo tre giorni dal via libera che doveva arrivare dalla Federcalcio, una volta effettuati tutti i controlli e dato il placet al cambio proprietà. Quando? Venti giorni, forse trenta. Proprio l'attesa per il benestare della Federcalcio ha aperto ad un altro fronte di analisi: in attesa del semaforo verde, ci sarebbe stato un periodo di cogestione in cui Rufini avrebbe voluto provare però subito avere margine di manovra, con l'inserimento dell'advisor Sarandrea nel Cda. Tre i temi sollevati: in particolare il nuovo contratto con lo sponsor tecnico che dovrebbe/potrebbe legarsi alla Salernitana per i prossimi anni; le spese per lo staff tecnico che sfiorano il milione di euro; i costi fissi di amministrazione che sfiorano i 900mila euro. E ora la rottura.
