E' un Lotito scuro in volto, quello che esce di fretta dalla porta che conduce agli spogliatoi dell'Arechi, e transita ancora più velocemente nel corridoio della sala stampa, per guadagnare l'uscita e correre via in auto verso la Capitale. Niente interviste, nessun cenno con la stampa presente che cerca di intercettarlo, di strappargli un commento a questa ennesima sconfitta della Salernitana, che questa stagione sta collezionando una serie di brutte figure, come non capitava ormai da tempo e come non era mai capitato forse nella gestione del patron e del cognato Mezzaroma, oggi assente all'appello in questa gara fondamentale per il cammino dei granata. Ma se Lotito, che presumibilmente ha avuto un faccia a faccia con il tecnico Leonardo Menichini, che non si è presentato ai microfoni e ai taccuini della stampa, ufficialmente perché afono, ha passato indenne il corridoio che porta dalla sala stampa all'esterno dello stadio, questo non è successo non appena ha varcato l'ingresso che porta all'esterno dell'Arechi.
Diversi i tifosi assiepati all'esterno che attendevano, nei pressi dell'auto blu parcheggiata al solito posto e alla vista del patron sono scattate subito le proteste per l'ennesima sconfitta. Questa volta Lotito, però, sorprendentemente e andando contro ogni abitudine. Infatti non si è fermato, non ha risposto alle domande dei supporter granata, e non ha raccolto neanche le urla di protesta e gli inviti ad andare via arrivati da più parti. E' semplicemente andato via per la sua strada, girando i tacchi e salendo velocemente in macchina, per partire a tutto gas, lasciandosi alle spalle l'ennesima sconfitta, che questa volta potrebbe avere un peso importante sulla stagione dei granata. Stesso trattamento è stato riservato anche al direttore sportivo Fabiani, che invece ha abbandonato quasi subito l'Arechi. Anche lui è uscito dagli spogliatoi transitando per la sala stampa, e all'esterno dello stadio ha ricevuto alcuni insulti da parte dei tifosi che stavano lasciando la tribuna dell'impianto cittadino per tornare a casa. Fortunatamente la mini contestazione si è limitata solo a qualche parola grossa, e nulla di più, senza mai trascendere.
Redazione Sport
