Non parla Leonardo Menichino. Non lo ha fatto sabato al termine del match con il Cagliari e neanche alla vigilia della sfida più importante di questo campionato, che vedrà i granata impegnati questa sera allo stadio “Arechi” contro il Como. Nessuna dichiarazione, neanche sul sito ufficiale della società, come ci aveva abituati praticamente per tutto l'arco del campionato. Un silenzio assordante, quello del tecnico, che può paragonare la sua avventura alla guida della Salernitana al romanzo di Paolo Giordano: La solitudine dei numeri primi. Una stagione trionfale lo scorso anno, un'affannosa rincorsa alla salvezza quest'anno, subentrando sulla panchina granata al posto di Vincenzo Torrente lo scorso 2 febbraio, ereditando una squadra che aveva racimolato solamente 23 punti in 24 partite.
Come due numeri primi, quindi, solitari ed isolati, come spesso si è sentito Menichini a Salerno, ma vicinissimi tra loro perché separati da un solo numero. Un campionato vinto, fronteggiandosi con un Benevento fortissimo, superato alle ultime curve e poi staccato sul traguardo, e una salvezza da conquistare, che a 90' minuti dal fischio finale è ancora lì possibile, anche se non più sicura perché legata anche ai risultati di altre dirette concorrenti. Due realtà differenti, una vincente e l'altra a distanza di un anno disastrosa, ma che può ancora regalare una gioia grandissima.
Ci sono ancora 90' minuti da giocare e siamo certi che Menichini questa salvezza vuole conquistarla, perché la serie B è un po' anche sua, perché a dispetto di quello che dicono in molti, pur non esprimendo un calcio brillante, pur adottando la politica dei piccoli passi, con delle decisioni discutibili legate alla gestione di alcuni elementi della rosa, il tecnico di Ponsacco è l'unico che può regalare, insieme alla squadra, ancora una gioia ai tifosi. La piazza di Salerno lo chiede, la tifoseria lo merita per quello che ha fatto vedere durante tutto il campionato, ed è per questo che la gara di stasera racchiude delle motivazioni particolari, che anche chi si è sentito spesso solo in questa avventura bis sulla panchina granata, sentirà il calore e con lo stadio diventerà una cosa sola, tutti uniti verso un solo obiettivo: la salvezza.
Massimiliano Grimaldi
