E' corsa a due per la panchina granata. Tra i tecnici accasati e quelli scartati sono rimaste solamente due piste percorribili, ovvero quello che porta a Simone Inzaghi, sponsorizzato fortemente da Lotito, e quella che conduce a Gigi De Canio, che invece sembra avere il pieno appoggio di Fabiani. Europei permettento, la triade, Lotito – Mezzaroma – Fabiani, dovrebbe incontrarsi lunedì a Villa San Sebastiano, per decidere quale soluzione attuare, per chiudere la questione allenatore, ed iniziare a pensare al mercato, in entrata e in uscita. Le trattative sono praticamente in fase di stallo, fatta eccezione per quella appena conclusa con Bernardini, che ha rinnovato per altri due anni il rapporto che lo lega alla Salernitana.
Menichini sembra lontano anni luce dalla riconferma, anche perché non ci sono accordi scritti. Il tecnico di Ponsacco è quasi certo di non sedere nuovamente sulla panchina granata, malgrado la parola di Lotito, che quando lo ha richiamato dopo l'esonero di Torrente gli avrebbe detto: “Salvi la Salernitana e il prossimo anno sarà lei l'allenatore”. Leggende metropolitane? Non lo sapremo mai. Quello che è certo è che la corsa rimane tra quei due profili, il primo giovane, ma già con una certa esperienza alle spalle, avendo guidato la Lazio nel finale di stagione dopo l'esonero di Pioli, l'altro navigato e con il contratto in scadenza il 30 giugno dopo l'avventura sulla panchina dell'Udinese.
Tante le squadre dirette dal tecnico di Matera, che ha vestito anche la maglia della Salernitana quando era giocatore, nel 1981 collezionando tre presenze. Decisamente importante il curriculum da allenatore, che lo ha visto sulle panchina di Napoli, Udinese, Genoa, Reggina, Queens Park Rangers, solo per citarne alcune. Esperienza da vendere, quindi, anche in campo internazionale, ma per ora la priorità è quella di rimanere in Italia, e Salerno potrebbe rappresentare la piazza giusta per De Canio.
Massimiliano Grimaldi
