L’anno scorso la sua reiterata assenza dal rettangolo verde aveva rappresentato argomento di discussione negli ambienti sportivi salernitani: prima un infortunio tremendo contro il Cesena, poi la scelta di Menichini di relegarlo in tribuna anche quando il reparto difensivo era falcidiato da squalifiche ed infortuni nei momenti topici della stagione. In estate, pur in presenza di offerte importanti da prestigiosi club di serie B, è stato blindato dalla società e dal direttore sportivo Fabiani, convinto che la Salernitana avesse già in casa quel difensore centrale di esperienza che era mancato come il pane l’anno scorso. Raffaele Schiavi, a Sarnano, è stato tra i più pungolati da allenatore e staff tecnico e le sue prime partite in coppa Italia lasciavano ben sperare: ottimo primo tempo a Benevento, poi un problema di natura fisica prima del rientro a La Spezia scandito da un voto alto in pagella. Ad oggi, però, la titolarità nel ruolo viene fortemente messa in discussione, complici un paio di prestazioni negative e qualche atteggiamento eccessivamente irruento che ha penalizzato la Salernitana. Con il Verona, ad esempio, solo la negligenza di Luppi non ha fatto pagare a caro prezzo un suo errato anticipo a metà campo, ieri si è fatto beffare ingenuamente da Galabinov in occasione del gol decisivo di Sansone.
Anche nella ripresa è stato saltato spesso con disinvoltura, al punto che è stato costretto a commettere diversi falli puntualmente sanzionati dal direttore di gara. Che Schiavi sia un ottimo giocatore per la categoria lo dice la storia, che necessiti di tempo per ritrovare la forma migliore è quanto mai ovvio, ma qualche svarione di troppo negli ultimi 180 minuti potrebbe costargli la panchina venerdì sera, soprattutto se Sannino decidesse di tornare alla difesa a 4 in concomitanza con il rientro di Perico sulla destra. Sin qui, obiettivamente, Bernardini ed il giovanissimo Mantovani si sono fatti preferire per continuità ed efficacia e scalpita quell’Alessandro Tuia che, tra i cinque centrali (Marchi compreso), è l’unico in grado di recuperare palla e far ripartire l’azione con lanci precisi e millimetrici. A Schiavi, ovviamente, il compito di dimostrare il suo reale valore, cosa che a Salerno non è ancora accaduta per tutta una serie di motivi talvolta indipendenti dalla sua volontà.
Gaetano Ferraiuolo
