Salernitana, il reparto offensivo è davvero il punto di forza?

In estate trattati Granoche e Ardemagni, la società ha blindato Coda e Donnarumma.

Salerno.  

E’ opinione abbastanza diffusa che la Salernitana abbia uno dei reparti offensivi più forti della categoria. Del resto, soprattutto nei numeri, Coda e Donnarumma hanno letteralmente trascinato i granata verso la salvezza l’anno scorso siglando gol a grappoli in particolar modo nel girone di ritorno. Proprio per questo, la società ha rifiutato in estate tutte le proposte provenienti anche da club di categoria superiore, pronti a sborsare cifre vicine al milione di euro mettendo sul piatto della bilancia interessanti contropartite tecniche. Per quanto visto nelle prime cinque gare ufficiali, tuttavia, è lecito porsi un interrogativo: l’attacco è davvero il punto di forza di questa Salernitana o si rischia di sopravvalutare il reparto? La premessa è d’obbligo: Coda e Donnarumma sono due giocatori che in serie B possono fare benissimo, a patto che siano supportati da una squadra che li metta in condizione di calciare a rete e di esprimersi al meglio, contrariamente a quanto accaduto proprio ieri a Novara. Ciò detto, però, riteniamo che aggiungere alla rosa un elemento di comprovata esperienza e qualità avrebbe aumentato la concorrenza durante gli allenamenti e fatto capire ulteriormente ai due bomber che nessuno, a Salerno, può permettersi di sentirsi titolare a prescindere. Joao Silva e Improta, soprattutto in prospettiva, sono due calciatori interessanti e che possono fornire un contributo notevole, ma in estate sono stati trattati giocatori del calibro di Calaiò, Ardemagni e Granoche ed era lecito attendersi qualcosina in più. “Non dobbiamo turbare gli equilibri dello spogliatoio, Coda e Donnarumma restano qui” ha tuonato Fabiani a più riprese e il popolo del web era pronto a protestare qualora uno dei due fosse stato ceduto. Ad ora, però, soprattutto l’ex Teramo ha deluso le attese fornendo prestazioni ben al di sotto della sufficienza. Contro Spezia, Verona e Novara (ma anche in coppa a Benevento), Donnarumma si è fatto anticipare puntualmente dal diretto marcatore, ha sprecato palle gol importanti e non è parso quel giocatore aggressivo e grintoso ammirato nella passata stagione.

Per Coda, invece, il discorso è diverso: tecnicamente non è eccelso, qualche volta pecca di lucidità sotto rete, ma il suo lavoro oscuro al servizio della squadra è prezioso e il gol siglato col Verona è senza dubbio il più bello della sua esperienza con la maglia granata. Cosa accadrà venerdì prossimo contro il Vicenza? L’ex Parma sarà quasi certamente titolare: a Novara ha giocato male, ma complessivamente la partenza è buona e senza dubbio migliore rispetto all’anno scorso, quando opinione pubblica e tifosi non nascosero un certo malcontento. Donnarumma, invece, potrebbe accomodarsi in panchina: ieri, pur sotto di un gol, Sannino ha deciso di sostituirlo con Caccavallo, fumoso, ma comunque bravo a vivacizzare una manovra sin lì lentissima e prevedibile. Ora tutte le difese conoscono Coda e Donnarumma, li temono, li studiano e, almeno sin qui, li contengono abbastanza bene: le doti tecniche non bastano, per fare la differenza bisogna avere quella “cazzimma” più volte invocata da Mezzaroma e Sannino e che non può certo venir meno per proposte di mercato o un avvio di stagione insufficiente. Non si può vivere di rendita per quanto fatto l’anno scorso: questo è un altro campionato, a Coda e Donnarumma il compito di meritare la fiducia della società e di una tifoseria che, soprattutto sul web, non ha nascosto una certa insofferenza.

Gaetano Ferraiuolo